Ancelotti lancia una bordata (anche al Napoli), ma la storia recente dice altro

Carlo Ancelotti non ha evidentemente ancora digerito qualche critica di troppo e si nasconde dietro ad un grande passato da tecnico vincente.
Carlo Ancelotti, tecnico del Real Madrid, alla vigilia della sfida contro l'Inter valida per l'ultimo turno della fase a gironi della Champions League, ha lanciato anche qualche bordata a chi lo riteneva "finito". "Voglio dimostrare di poter fare un buon lavoro - ha spiegato il tecnico di Reggiolo - e personalmente non devo dimostrare qualcosa a qualcuno. Penso di avere uno staff tecnico molto giovane e mi sento molto bene. Possiamo unire l'esperienza che ho con la loro voglia vincere. Napoli? Ho lasciato il club agli ottavi di Champions". Forse Ancelotti si riferisce anche a chi, in Inghilterra, non ha gradito l'addio all'Everton appena è arrivata la chiamata dal Real. Il tecnico ex Milan, infatti, si era detto felice di poter lavorare ad un progetto lungo con uno dei due club di Liverpool, dichiarando inoltre di poter ambire alla partecipazione alle coppe europee.
E invece dopo una stagione e mezza senza grossi sussulti, ha deciso di tagliare la corda. A Napoli, invece, dopo un primo anno discreto sulla scia del lavoro triennale di Maurizio Sarri (conclusosi con un secondo posto, ma con la squadra mai in corsa per lo scudetto), ha iniziato male la seconda stagione in campionato e a dicembre è stato esonerato (quando aveva già l'accordo con l'Everton). Meglio in Champions, ma la gestione, nel complesso, non è apparsa soddisfacente. E anche al Bayern Monaco i problemi non erano mancati. Ancelotti non deve "dimostrare niente a nessuno", non ha torto in generale nel lanciare questa bordata: la sua carriera vincente parla per lui, ma la storia recente ha confermato che forse non è facile nemmeno per lui allenare squadre che non sono corazzate. Nel calcio il passato è esperienza, ma nel presente bisogna sempre dimostrare di essere aggiornati. E di essere in grado di far diventare eventualmente grandi anche squadre che non rientrano nella fascia top, altrimenti si può sempre dire "no grazie" quando arrivano le proposte. Troppo facile dire ai romanisti, ad esempio, che Mourinho non ha nulla da dimostrare o ai napoletani la stessa cosa su Spalletti.








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