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Ancelotti e la (solita) autoflagellazione "mostruosa" di alcuni napoletani

Quando il tecnico di Reggiolo è impegnato in Champions, a Napoli si assiste alla solita solfa tra Guelfetti e Ancelottini.


Luca CirilloLuca CirilloGiornalista

18/04/2024 17:51 - Altre notizie
Ancelotti e la (solita) autoflagellazione mostruosa di alcuni napoletani

Tutte le volte che Ancelotti dirige la sua squadra - il Real Madrid - in una partita di Champions League, Napoli si spacca tra pro e anti Carletto. Se gli va bene, come ieri contro il City (ai calci di rigore dopo aver utilizzato un solido catenaccio, soprattutto nel secondo tempo e ai supplementari), i pro scendono in piazza a fare caroselli - si fa per dire, ma sui social il senso è quello - e a rinfacciare ad Aurelio De Laurentiis la decisione di esonerarlo per assecondare il volere dei vari Insigne, Mertens e via discorrendo.

Se gli va male, invece, gli anti continuano a dargli del fortunato a prescindere o, nel peggiore dei casi, del "bollito". C'è chi si spinge oltre e dice che "Guardiola gioca, Ancelotti vince". Ma come, Guardiola è campione in carica, lo scorso anno ha fatto il triplete ed è uno dei tecnici più vincenti di sempre... Insomma, a Napoli, se Ancelotti vince una partita in Champions, si scatena il putiferio. Una autoflagellazione "mostruosa" ed indecente. Basterebbe semplicemente dire che Ancelotti a Napoli non ha fatto bene, fine del discorso.


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Dopo un buon primo anno (in Champions eliminato ai gironi, in Coppa Italia viene eliminato subito, in Europa League eliminazione ai quarti contro l'Arsenal), sulla scia di Sarri, finito con il secondo posto in campionato, ma senza mai intimorire la Juventus, ha iniziato malissimo la seconda stagione anche a causa di un mercato gestito in maniera pessima da parte del club che non ha assecondato le sue idee e scelte. Invece di dimettersi, visto il clima, Ancelotti ha deciso di andare avanti. E i risultati sono stati disastrosi.

Poi è andato all'Everton con contratto lungo. E non ha fatto benissimo. Ed infatti, appena è arrivata la chiamata del Real Madrid, non ci ha pensato su due volte a lasciare l'Inghilterra. Con le grandi squadre, invece, Ancelotti ha fatto sempre bene, soprattutto in Champions. Non è mica in discussione la sua storia, la sua qualità, la sua carriera? La domanda, piuttosto, è un'altra: cosa c'entra Ancelotti con i club di fascia diversa rispetto a quelli top? Nulla. Dunque, Ancelotti con Napoli e Everton non c'entra nulla. Lui sa guidare solo fenomeni. L'errore non è stato esonerare Ancelotti, ma metterlo sotto contratto. Al Napoli servono allenatori di campo, non gestori. Spalletti non ha insegnato nulla? Così è se vi pare...


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Luca CirilloLuca Cirillo
Giornalista dal 2010, ha lavorato per Il Roma. Da vicedirettore ed inviato di giornali online, ha seguito il Napoli in giro per l'Europa. È autore e conduttore di programmi su Radio Amore e collabora con alcune riviste.

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