"Alcuni presidenti per combattere la Juventus sono spariti". Tre i casi "storici"

La Juventus è sempre stata, nella maggiore delle ipotesi, la squadra da battere in massima serie: alcuni club per rompere l'egemonia si sono rovinati.
Luigi Di Fonsi, produttore e tifoso della Lazio, è intervenuto ai microfoni de "I Tirapietre", programma radiofonico condotto da Luca Cirillo, Donato Martucci e Francesco Capodanno, sulle frequenze di Radio Amore Campania. Ecco quanto evidenziato: "Sanremo? Se Massimo Ranieri non è stato al top, qualcuno è stato proprio una toppa. Maurizio Sarri? Farebbe bene a prendere la valigia per dargli uno schiaffo morale, fossi in lui gli direi: "Non avete mantenuto la parola, quindi vado via". Vi vorrei mandare lo schemino di tutti gli acquisti fatti dalla Lazio a gennaio, l'unico buono è stato Candreva, poi tutti fallimenti quelli di Lotito. Non è rimasto uno. La Lazio ha vinto trofei? Certo, tutti quelli di seconda fascia, poi manca sempre qualcosa per affermarsi in quelli di prima fascia. Quando sono scommesse una volta vinci, tutte le altre volte perdi".
Competitività in Serie A? "Ci sono società che per combattere la Juventus sono sparite, ci sono presidenti che sono spariti. Ci hanno provato il Parma, la Lazio, la Roma in passato. Ricordatevi i tre casi storici. La Juventus, invece, è sempre lì. Il livello di partenza è troppo grande, il gap è troppo evidente".
Sul Napoli: "De Laurentiis per combattere l'Inter doveva spendere trenta o quaranta milioni a gennaio, e rischiava comunque di arrivare secondo. Venezia-Napoli? C'è un solo risultato, il 2. Mentre il derby Inter-Milan finisce 1 o X. Lazio? Non ha vinto un campionato perché aveva Strakosha in porta. Non si è messo d'accordo con Sirigu per cinquanta euro, non scherziamo proprio".








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