Logo AreaNapoli.it

Alberto Angela: "Scoperta sul Vesuvio, non sono sorpreso. Vi dico dove nasce l'equivoco"


,
Pubblicato nella sezione Altre notizie
Alberto Angela: Scoperta sul Vesuvio, non sono sorpreso. Vi dico dove nasce l'equivoco

Alberto Angela attraverso i suoi canali social ha messo in evidenza l'importante scoperta fatta sull'eruzione del Vesuvio del 79 d.C.


Alberto Angela, tra i personaggi della televisione più apprezzati del nostro paese, attraverso la sua pagina facebook, evidenzia: "Carissimi, uno studio internazionale guidato dall’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia, pubblicato recentemente sulla rivista “Earth-Science Reviews”, certifica che l’eruzione del Vesuvio del 79 d.C. che distrusse Pompei non avvenne tra il 24 e il 25 agosto, ma tra il 24 e il 25 ottobre di quell’anno. Personalmente non sono stato sorpreso da questa notizia, avevo parlato del probabile errore nell’attribuzione di quel giorno estivo già diversi anni fa, suggerendo proprio questa nuova data autunnale con un libro, ed oggi, finalmente, abbiamo le prove scientifiche. L’equivoco nasce da una trascrizione della famosa lettera di Plinio il Giovane a Tacito che descrive l’eruzione indicando anche la data. Ma l’originale non c’è più. Esistono delle sue copie fatte nei secoli dagli amanuensi. E anche copie delle copie. È ovvio che con il tempo si sono sovrapposti degli errori casuali nel testo, a volte anche sulla data. Gli studiosi si sono quindi affidati alla copia più antica disponibile, confidando che avesse meno errori. Indicava la data del 24-25 agosto come quella dell’eruzione. Per generazioni e secoli la si è data per buona e intere scuole di studiosi l’hanno presa a riferimento. Ma evidentemente era essa stessa già frutto di un errore degli amanuensi rispetto alla data indicata originariamente da Plinio il Giovane. In 20 anni di riprese sul sito, ho scambiato informazioni e ho analizzato dati di più ricercatori e studi, facendomi un’idea precisa di quello che era successo che mi aveva portato, da subito, ad avere dei dubbi sulla data del 24-25 agosto. Dubbi che avreste avuto anche voi".


PUBBLICITÀ

Inoltre, Angela, evidenzia: "Mi era apparsa anomala la data di un’eruzione in piena estate, il 24 agosto, che non coincideva con alcune evidenze come il ritrovamento di noci, datteri, fichi secchi, sorbe, pigne autunnali, melagrane messe a seccare e, soprattutto, la presenza, nella notte dell’eruzione, di bracieri negli angoli delle case e di vestiti pesanti, invernali, difficili da immaginare come abiti quotidiani indossati dagli abitanti del golfo di Napoli in piena estate. Ma la cosa che mi aveva acceso di più la curiosità era stata che il processo di lavorazione del vino era già ultimato e le “botti” (dolia) erano già chiuse. Di solito ancora oggi intercorre circa un mese tra il riempimento delle botti e la loro chiusura. E, oggi come allora, la vendemmia inizia non prima della metà di settembre. Se aggiungete un mese ci troviamo nella seconda metà di ottobre. Naturalmente si tratta puramente di una indicazione perché i tempi della lavorazione dipendono dal clima dell’anno, da dove vi trovate geograficamente e anche dal tipo di vino. Ma si tratta di una buona approssimazione, che aggiunta agli altri indizi “naturalistici” scritti poco sopra, diventa un corpo di evidenze molto convincenti. A queste si è aggiunta la “prova regina” emersa di recente dagli scavi. Un’iscrizione in carboncino lasciata pochi giorni prima dell’eruzione da un operaio sul muro di una casa di Pompei. E parla del 17 ottobre. Recita “il sedicesimo giorno prima delle calende di novembre, si abbandonava al cibo in modo smodato”: È la prova che l’eruzione avvenne certamente in autunno, poco dopo il 17 ottobre. Ed è una curiosa coincidenza per me aver ricevuto la cittadinanza onoraria di Pompei proprio il 17 ottobre... Tutte queste evidenze hanno portato i ricercatori a certificare l’errore di trascrizione di tante lettere di Plinio il Giovane e ad identificare nella notte tra il 24 e il 25 ottobre del 79 d.C. quella corretta dell’eruzione del Vesuvio che distrusse Pompei… Per fare una battuta, mi viene da pensare che ora ci sarebbero tante cose da cambiare nei film su Pompei e, certamente, dall'estate all'inverno, qualche cappa e coperta in più sarà da aggiungere. Al di là del piacere personale nell’aver identificato la data corretta dell’eruzione già diversi anni fa, questa scoperta mi stimola alcune riflessioni. Innanzitutto, i miei complimenti vanno al gruppo internazionale che ha pubblicato la ricerca che certifica la data corretta dell’eruzione del Vesuvio del 79 d.C.: Ingv, con a capo il vulcanologo Mauro Antonio Di Vito, che ha coordinato la ricerca in collaborazione con Cnr-Igag, Università di Pisa, Laboratoire Magmas et Volcans di Clermont-Ferrand (LMV) in Francia e Heriot-Watt University di Edimburgo. Si tratta di una ricerca a fini scientifici, che ha avuto l’obiettivo “comprendere come un evento del passato possa rappresentare una finestra sul futuro, aprendo nuove prospettive per lo studio di eventi simili che potranno verificarsi un domani”, come ha dichiarato il vulcanologo Domenico Doronzo, dell’Ingv". 


PUBBLICITÀ

"È bellissimo constatare come la ricerca scientifica sia sempre più multidisciplinare e che studi nati in ambiti specifici riescano a travalicare i propri obiettivi, dando risultati anche in altri campi, proprio come in questo caso. Un sito come Pompei dimostra, per l’ennesima volta, quanto sia in grado di regalarci ogni giorno delle sorprese e quanto è importante continuare ad indagare il nostro passato per avere strumenti sempre più efficienti per leggere il nostro futuro. È proprio in quest’ottica che l’archeologia, e la Ricerca più in generale, si caratterizzano come degli elementi “vivi” ai quali, spero, sempre più giovani possano appassionarsi".

"La Ricerca e la Scienza avanzano a piccoli passi. Ed è un lavoro multidisciplinare che ti porta alle conclusioni giuste, col tempo, con la pazienza, perseverando. Detto questo, poco cambia sulla tragedia, sulle dinamiche e sulle storie dei tanti che persero la vita… non sapremo mai il numero esatto dei morti. Pompei resta oggi per noi un luogo ancora ricco di domande che aspettano una risposta, un luogo nel quale si è tenuta una enorme tragedia in cui tanti hanno perso la vita. E per questo va ricordato con rispetto. Sempre. Un caro abbraccio a tutti voi, Alberto". Ha concluso il noto presentatore della Rai nel suo lunghissimo post.


PUBBLICITÀ

Ultimissime notizie
Gaetano Brunetti
Giornalista pubblicista dal 2012, ama da sempre il giornalismo. In passato ha collaborato tra l'altro con Cronache di Napoli ed Il Roma. Premiato alla 22° edizione dell'Oscar Campano del Calcio.
Guarda suYouTube logo
Prossima partita del Napoli
VillarrealVillarreal
NapoliNapoli
Villarreal-Napoli, i precedenti
Champions, martedì 13 ottobre alle 21:00