Abatantuono: "Italia? Vi dico cosa non va". Poi la battuta che fa arrabbiare i tifosi juventini

In un'intervista al Corriere della Sera, il comico e attore Diego Abatantuono ha parlato della sua carriera e di tanti altri temi.
Intervistato in esclusiva da Il Corriere della Sera, Diego Abatantuono ha risposto in maniera schietta sui problemi dell'Italia: “Tanti si concentrano sulla mancanza del lavoro, sull’impossibilità economica, ma credo anche che la nostra generazione nel dopoguerra si sia focalizzata troppo sul foglio di carta, sul fatto che i figli non dovevano fare la fatica che hanno fatto i genitori. Si sono messi tutti a studiare, anche chi non era portato… Questa fissa di far studiare i figli ha prolungato il percorso scolastico e così nel frattempo abbiamo anche perso grandi falegnami, grandi idraulici”.
Poi il retroscena sugli esordi della carriera di attore e comico: “La mia è stata un’esperienza anomala. Appena ho potuto ho iniziato a fare la mia vita, mia mamma lavorava al Derby di Milano, da adolescente facevo il tecnico delle luci per I Gatti di Vicolo Miracoli e ho iniziato a girare per l’Italia. Ho fatto il primo film a 20 anni, vivevo a Roma e quando tornavo a Milano stavo al Giambellino dai miei, ero fortunato, avevo la mia stanza. Di fianco a me nelle case popolari uguali alla nostra c’erano famiglie con sei figli”.
Chiusura di Abatantuono, grande tifoso del Milan, con il solito umorismo calcistico: "Com'è l'inferno? Essere juventino e non vincere mai la Champions oppure essere interista e dovermi inventare il triplete per fregiarmi di una coppa interessante che di per sè non esiste".






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