Logo AreaNapoli.it

1981/1991: quando il campionato italiano era il più bello e "democratico" del mondo 


,
Pubblicato nella sezione Altre notizie
1981/1991: quando il campionato italiano era il più bello e democratico del mondo 

Altro che Premier League, che resta un campionato bellissimo, ma la Serie A degli anni '80 rappresenterà la migliore espressione calcistica di sempre.


Quello tra il 1981 ed il 1991 è stato probabilmente il decennio più bello e "democratico" nella storia della Serie A. In quella fase storica solo quattro, si fa per dire, furono gli scudetti vinti dalla Juventus (e 2 quelli acciuffati tra grandi polemiche: del 1981 si ricorda il goal fantasma di Turone della Roma, del 1982 si ricorda un inspiegabile rete annullata alla Fiorentina a Cagliari che condannò i viola a mollare lo scudetto). Nello stesso decennio, dietro ai successi bianconeri, seguì il Napoli che vinse ben due tricolori (1987 e 1990), un fatto unico mai accaduto prima. Poi, una vittoria a testa, la conquistarono Milan e Inter, così come uno scudetto a testa lo vinsero con grande sorpresa anche Roma (1983) Verona (1985), Sampdoria (1991). 


PUBBLICITÀ

I giallorossi tornarono ad essere campioni d'Italia dopo 41 anni dal primo trionfo (1942), gli scaligeri ed i blucerchiati vinsero lo Scudetto addirittura per la prima volta nella propria storia. Quel decennio (1981/1991) fu anche il più bello, competitivo ed entusiasmante per il nostro calcio. Per una serie di motivi. Ad esempio, in quel decennio il tecnico svedese Niels Liedholm rivoluzionò il calcio creando il gioco a zona e la ragnatela, l'antesignana del tiki taka divenuto poi famoso negli anni 2000. Sempre in quel periodo un altro allenatore svedese, Sven Goran Eriksson, creò la zona velocissima e mister Arrigo Sacchi diede vita al gioco a zona abbinato ad un fuorigioco esasperato, con il portiere impiegato quasi da libero della difesa ed una squadra corta, racchiusa in 25 metri, capace di un pressing così asfissiante ed a tutto campo da impedire spesso agli avversari di uscire dalla propria area di rigore. 


PUBBLICITÀ

In quel decennio in Italia vennero a giocare i migliori giocatori al mondo. 

Per fare qualche esempio: Passarella, Bertoni, Brady, Diaz, Krol, Briegel, Elkjær , Souness, Francis, Platini, Boniek, Laudrup, Cerezo, Falcao, Zico, Edinho, Maradona (il più grande di tutti in assoluto), Careca, Junior, Socrates, Matthäus, Brehme, Van Basten, Gullit. L'italia negli anni '80 era, calcisticamente parlando, il vero ombelico del mondo. Tutti ambivano a giocare qui, chi non ci riusciva non poteva dirsi un giocatore veramente completo. In quegli anni, inoltre, alcune sorprendenti squadre provenienti dalle serie inferiori, in particolare Avellino, Pisa e Ascoli, resero il proprio stadio di casa un fortino quasi inespugnabile. E le partite in quel decennio venivano vinte sempre faticosamente e spesso con un solo goal di scarto. Non esistevano campionati "ammazzati" con ancora 10 partite da giocare. Le difese, quasi tutte fortissime, determinavano che i capocannieri della Serie A, a fine stagione, non superassero i 20 goal tra andata e ritorno. Era, inoltre, quasi impossibile per chi giocava in Italia vincere la scarpa d'oro, ovvero il trofeo assegnato al cannoniere più prolifico tra i vari campionati nazionali giocati in Europa. 

Come termine di paragone, per capire la crisi profonda del calcio Italiano attuale, basti pensare che nell'ultimo ventennio lo Scudetto è andato solo a 3 Squadre (Juventus, Inter, Milan) con l'eccezione delle due romane (Lazio e Roma) che hanno vinto nel 2000 e nel 2001. Tolto questo biennio , per il resto, il tricolore è stato un affare esclusivo di tre club. E solo 2 volte questi club hanno vinto la Champions League, il trofeo europeo più importante. 

Il football italiano oggi è in coma profondo, come dimostrano le pessime figure della nostra nazionale dopo la sorprendente vittoria al mondiale del 2006.  Dopo due eliminazioni nei gironi della fase finale, registrate nelle edizioni 2010 e 2014, é giunta addirittura la clamorosa mancata qualificazione alla fase finale del mondiale 2018. Un evento questo assolutamente eccezionale e mai accaduto prima. Oggi i grandi calciatori fanno fatica a venire in Italia e lo stesso Cristiano Ronaldo ci è arrivato praticamente a fine carriera. Spesso, nelle ultime edizioni del campionato italiano, i club che retrocedono in serie B si conoscono con largo anticipo rispetto all'ultima giornata.

Il nostro calcio tecnicamente e agonisticamente è di pessima qualità e poco competitivo, a tal punto che anche le tv a pagamento registrano clamorosi flop di audience e abbonamenti. L'auspicio è che lo stop forzato ora dall'emergenza coronavirus possa rappresentare l'occasione buona per azzerare e ripartire. Rendendo tutto più competitivo e democratico, anche in virtù del fatto che il valore delle rose dei club si abbasserà così come scenderanno i compensi dei calciatori. Forse, il dramma sanitario di queste settimane si rivelerà nei prossimi mesi l'assist migliore per rifondare la Serie A ed il nostro calcio, che da solo, autonomamente, non sarebbe mai capace di auto-riformarsi e rinascere.

Paolo Trapani


PUBBLICITÀ

Ultimissime notizie
Guarda suYouTube logo
Prossima partita del Napoli
VillarrealVillarreal
NapoliNapoli
Villarreal-Napoli, i precedenti
Champions, martedì 13 ottobre alle 21:00