Stai bloccando la pubblicità?
La pubblicità è il nostro unico mezzo di finanziamento: senza pubblicità non possiamo lavorare per produrre contenuti che tu puoi leggere GRATIS. Per favore, metti AreaNapoli.it in white-list. Ti ringraziamo in anticipo.

Ricordi Azzurri: "L'arbitro, la birra e l'amara notte di Bruxelles"

Scritto da Gaetano Capaldo in Rubriche24 MAR 2010 ORE 11:45

(QUINTA PUNTATA) La squadra azzurra, quella sera del 20 aprile 1977, si giocava, per la prima volta nella sua storia, l'ingresso in finale una di coppa europea: la Coppa delle Coppe. Il Napoli si presentava, al Parc Astrid di Bruxelles.

Era goal. L'unico dato certo, per tutti i tifosi del Napoli, era la regolarità  dell'azione che aveva portato il pallone scagliato da Speggiorin ad insaccarsi alle spalle del portiere belga Ruiter. La squadra azzurra, quella sera del 20 aprile 1977, si giocava, per la prima volta nella sua storia, l'ingresso in finale una di coppa europea: la Coppa delle Coppe. Il Napoli si presentava, al Parc Astrid di Bruxelles, forte della vittoria di misura dell'andata, per 1-0, al San Paolo. L'impresa sembrava possibile: domare il fortissimo Anderlecht degli assi olandesi Haan e Rensebrink, di Thissen, Ludo Coeck e Van der Elst. Il Napoli era arrivato a quella semifinale in modo trionfale, eliminando il Bodo Glimt, l'Apoel Nicosia ed i polacchi dello Slask, senza mai perdere una partita, proponendo il solido modo di giocare che caratterizzava le formazioni allenate da Bruno Pesaola, trainer azzurro in quella stagione. La partita di andata si era consumata dinanzi ad un San Paolo stracolmo, decisa da una legnata, a nove minuti dalla fine, di Bruscolotti, che, dopo essere entrato in area di rigore, aveva trafitto il portiere Ruiter legittimando le speranze di gloria di tutto il popolo napoletano. I tifosi azzurri non avevano però fatto i conti con la designazione, da parte del UEFA, di un arbitro inglese, per la direzione della semifinale di ritorno. Il signor Bob Matthewson, direttore di gara designato per la partita, era rappresentante in Inghilterra della birra Bellevue, la quale, oltre ad essere di proprietà  del presidente dell'Anderlecht, era anche lo sponsor della squadra belga. La partita di Bruxelles venne seguita con interesse da tutto il paese: le squadre italiane non vincevano nulla, in campo europeo, da quasi otto anni e la presenza del Napoli in semifinale di Coppa delle Coppe e della Juventus in semifinale di Coppa UEFA rappresentavano un motivo di orgoglio per l'Italia calcistica che, dopo la vittoria del Milan in Coppa Campioni nel 1969, non aveva più visto le proprie squadre primeggiare nel continente. L'importanza dell'evento convinse la RAI a trasmettere la partita in diretta, un lusso per il 1977, quando le partite venivano spesso irradiate in differita. Napoli era tutta dinanzi al televisore quando il signor Matthewson, da Newcastle upon Tyne, fischiò il calcio d'inizio. Lo stadio belga, quella sera, non era solamente affollato dai tifosi di casa ma anche da una folta rappresentanza di napoletani emigranti, speranzosi di vedere la propria squadra del cuore trionfare nella terra dei loro datori di lavoro. Il Napoli passò dopo pochi minuti in vantaggio con quel goal di Speggiorin, ma l'arbitro inglese annullò la segnatura senza alcun motivo. La mancata assegnazione del goal significò un grave danno al Napoli: la (sacrosanta) convalida avrebbe costretto l'Anderlecht a dover segnare 3 goal per poter passare il turno. L'andazzo della partita convinse i napoletani che qualcosa non quadrava: falli invertiti, fischi inspiegabili e fuorigioco inventati furono un segnale chiaro che il Napoli, quella partita, non la poteva vincere. La traversa colpita da Ciccio Esposito fu il monito che non era proprio serata. Le reti di Thissen e Van der Elst apparvero come finalizzazione dell'indirizzo arbitrale più che segnature decise dalla superiorità  belga. La fine della partita coincise con la conclusione di uno spettacolo di scarsa decenza per tutto il popolo azzurro. Tarcisio Burgnich, un monumento nazionale, che aveva giocato campionati del mondo ed europei, un calciatore con una quindicennale esperienza nelle coppe europee, non riuscì a trattenere il proprio disappunto e togliendosi la maglia azzurra a fine partita la scagliò in faccia all'arbitro inglese, urlandogli che, in tanti anni di carriera internazionale, non aveva mai assistito ad una vergogna simile. L'Anderlecht perse poi in finale con l'Amburgo ma, in quel 1977, tutti, in Europa, sapevano qual'era la squadra più forte di quell'edizione della Coppa delle Coppe: il Napoli di “Gedeone” Carmignani, “Totonno” Juliano, Ciccio Esposito, Burgnich e Savoldi, guidato dal Petisso Pesaola.

(C) RIPRODUZIONE RISERVATA

Ti potrebbe interessare
Ultimissime notizie