Sconcerti: "Sarri, ho un timore! Allegri era noioso, alla fine si sono vendicati di lui"

Il giornalista nel suo editoriale odierno ha parlato della situazione della squadra bianconera dopo le prime tre partite di stagione,
Mario Sconcerti, nel suo editoriale sul Corriere della Sera, ha parlato di Maurizio Sarri in queste prime tre partite della squadra bianconera: "C’è qualcosa che tiene ancora lontani Sarri e la squadra. Un buon profeta ha bisogno di buoni ascoltatori. I giocatori della Juve non lo sono più, sono piccole aziende, hanno vinto moltissimo, non devono dimostrare niente. Se non ti vado bene cedimi, se puoi. Ma ne discutiamo alla pari. È in fondo la vera lezione che il caso Icardi ha portato a tutto il gran mondo del pallone. Non c’è più uno che comanda gli altri, ci sono solo tante ricchissime isole. Questo toglie alla preghiera laica ogni sintomo di fede. Se rendete inutile la parola, di Sarri resta solo il suo fanatismo muto, cioè irreale, virtuale. Così, lenta, arriva l’anarchia".
Poi aggiunge: "Lo si sente dall’odore di sbagliato che si sente in campo. Non c’è una ragione esatta, tutti hanno vinto molto, non possono aver dimenticato tutto. C’è un disagio intellettuale che rende amaro il facile, che non trova le soluzioni, non ti diverte più. È la sazietà delle prediche, la rivincita dei saccenti che annusano il più fragile e si allontanano per non contaminarsi. Allegri era noioso, insistente signore vendicativo. Alla fine molti si sono vendicati di lui. Era temuto, ma la paura è un sentimento, muove legioni. Temo che Sarri non faccia paura, voglia solo convincere il suo prossimo".







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