Sarri senza freni: "E' tutto da serie C; stadi, stranieri e diritti tv!"

Sarri a Castelfranco di Sopra, il tecnico azzurro ha ritirato le chiavi della cittadina dove risiede da qualche anno.
Sarri a Castelfranco di Sopra, il tecnico azzurro ha ritirato le chiavi della cittadina dove risiede da qualche anno. L'edizione odierna de Il Mattino riporta alcune sue dichiarazioni: "Una emozione unica questo riconoscimento, davvero sono commosso. Farei fatica a vivere nel caos delle grandi città. Ma io adoro Napoli e la sua umanità, adoro lo spirito sociale che c'è lì, il fatto che se succede una cosa al tuo vicino è come se fosse successa a te. Napoli ti dà un amore unico che ogni allenatore dovrebbe provare nella vita. Il momento del calcio Italiano? Non vedo un grande futuro. Credo che la questione del momento particolare del calcio italiano non sia legata alle tante squadre che ci sono in serie A: in tutta Europa, tranne in Germania dove hanno il problema della sosta invernale, ci sono venti squadre. La questione è quella del sovraffollamento degli impegni, che sono tanti. E poi gli stranieri. Allenare un 18enne italiano dà più soddisfazioni che allenare un 30enne straniero. Ma nessuno farà un passo indietro di questo genere in Europa. Però è bello prendere un ragazzo della Primavera e farlo debuttare in serie A, tra i grandi". "Bisogna regalare ai tifosi il sogno di poter vincere. Un tifoso del Genoa o della Sampdoria sa che adesso difficilmente per i prossimi 50 anni potrà vincere. E allora? Per quanto tempo potrà continuarea seguire il calcio e ad appassionarsi ancora? Bisogna cominciare a vedere il campionato in collettivo senza pensare solo al proprio orto, a cominciare dalla ripartizione dei ricavi".







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