Salvini: "Immorali gli sconti fiscali ai calciatori stranieri"
A perorare la causa era stato il senatore Lotito, a beneficiare dello sconto sarebbero state le squadre maggiori di Serie A.

L'edizione odierna de Il Fatto Quotidiano racconta quanto è accaduto nel corso del consiglio del ministri di ieri presieduto da Antonio Tajani vista l’assenza di Giorgia Meloni colpita dalla febbre e da un problema agli otoliti. Ecco quanto si legge: "La prima lite è stata sulla proroga o meno del Superbonus. La seconda, più visibile, si è manifestata sulla proroga di due mesi del decreto Crescita: la lobby del pallone aveva fatto entrare nel decreto Milleproroghe uno sgravio fiscale che avrebbe permesso di pagare le tasse solo su metà stipendio dei calciatori stranieri, giusto in tempo per beneficiarne nella prossima sessione invernale di trasferimenti, tanto che il provvedimento era già stato ribattezzato "Salva calciomercato".
"Ma - si continua a leggere - i veti incrociati all’interno della maggioranza – in particolare l’opposizione della Lega di Matteo Salvini – hanno fatto stralciare la norma. A perorare la causa era stato il presidente della Lazio e senatore di Forza Italia Claudio Lotito che era quasi riuscito nel suo intento senza creare grattacapi al governo nella legge di Bilancio. A beneficiare dello sconto sarebbero state le squadre maggiori di Serie A che erano pronte ad anticipare a gennaio gli acquisti estivi. Lotito aveva un accordo col viceministro dell’economia Maurizio Leo e col ministro dello Sport Andrea Abodi (spalleggiato da Tajani) ma è stato stoppato da Salvini: "Immorale fare sconti ai ricchi calciatori stranieri". Dopo una lunga e dura discussione la norma è saltata con Giancarlo Giorgetti che, alla fine, ha condiviso l’opposizione di Salvini".








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