RETROSCENA - "Vinco lo scudetto e ciao. Lui confidò tutto, i tifosi capirono. ADL ha fatto finta..."

"La società non comprava temendo di prendere giocatori superflui, come lo erano già stati Maksimovic, Tonelli, Strinic, Giaccherini, in parte Zielinski e Rog".
Antonio Corbo, giornalista, nel suo editoriale per Repubblica ha svelato alcuni retroscena sul mercato del Napoli: "L’inconsueto silenzio di Aurelio De Laurentiis è un contributo alla serenità. Lui che con un tweet sa scatenare l’inferno. Lascia che Sarri si dia conforto raccontando il mancato controsorpasso dell’Inter con «un primo tempo un po’ nervoso, ma una buona prestazione nella ripresa». Un’alluvione di camomilla che ricorda quelle di un leggendario Mazzarri, toscano e orgoglioso del suo gioco quanto lui. Inutili i rimorsi, ma che succede tra le quinte? De Laurentiis e Sarri sono di fronte a ostacoli non duri, ma imprevisti. Il campionato è aperto, inutile far drammi: la squadra fino ad un mese fa mostrava sufficiente maturità per competere al vertice. Non solo il miglior gioco, come nella scorsa primavera. Allenatore e presidente non si aspettavano però questa flessione; sono appannati i migliori. Ne derivano errori di valutazione a luglio, assenza di dialogo e progetto.
Tra le righe si leggeva un certo ottimismo di Sarri. Diceva che era concentrato. Quindi: vinco lo scudetto, e ciao. Proprio Sarri confidò una sua personale ambizione: diventare ricco, in modo da ripagare la sua famiglia di quanto il calcio e lui le aveva sottratto. C’era tanta umanità nelle sue parole. I tifosi capirono. Per slegarsi dal Napoli, avrebbe però dovuto pagare una penale di 8 milioni nella tarda primavera 2018. Neanche questo sembrava un intoppo, molti club braccavano l’esteta capace di incantare l’Europa con un Napoli agile e complesso come un flipper. De Laurentiis ha finto di non sentire. Muto. Vincere lo scudetto e incassare dalla perdita di un allenatore: meraviglioso anche per lui. Fin qui, la cronaca".
"Oggi il Napoli ha splendida classifica, ma paga quella mancanza di programmi condivisi. La società non comprava temendo di prendere giocatori superflui, come lo erano già stati Maksimovic, Tonelli, Strinic, Giaccherini, in parte Zielinski e Rog. Né il tecnico sollecitava acquisti: perché è difficile inserirli nel suo gioco, perché non voleva interferire in un futuro che riteneva non più suo. Si è ritrovato così il Napoli con titolari franti come olive, pochi ricambi e non inseriti: sono inferiori allo standard della prima squadra o solo murati in panchina da pregiudizi? Si spera che presidente e allenatore ne parlino senza retropensieri. Il futuro è qui. Il Napoli stenta a trovare un sosia che soddisfi una tifoseria ormai esigente. E Sarri non ha trovato un club che paghi la penale al Napoli, per poi coprirlo di soldi. Nel calcio vince chi non fugge".







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