REPUBBLICA - Pairetto vuole querelare Gasperini: "Ha inventato tutto". Le accuse di ADL e il buffetto

"L'AIA è sul piede di guerra, rischia di diventare il nuovo casus belli del calcio italiano. Pure Nicchi parlò di nuova Calciopoli".
La minaccia vera o presunta di un arbitro a un allenatore, rischia di diventare il nuovo casus belli del calcio italiano. Tutto è nato quando Gasperini, allenatore dell’Atalanta, ha raccontato di essere stato minacciato dall’arbitro Pairetto, che gli aveva di fatto dato appuntamento alla partita successiva ammonendolo: "Lì certi comportamenti non saranno tollerati". I dietrologi ma pure Gasperini - si chiedevano come facesse a sapere già di essere designato come Var per quella partita. Come riferito da La Repubblica, gli arbitri si sono sentiti diffamati, e hanno segnalato il caso alla Procura federale di Pecoraro. Che ha aperto ieri un fascicolo e ascolterà Gasperini. Delle due l’una: o lui ha mentito su un arbitro, o l’arbitro lo ha minacciato. Se Gasperini provasse le accuse, l’arbitro Pairetto rischierebbe un deferimento per violazione dell’articolo 1 bis. L’arbitro, di contro, vorrebbe querelare Gasperini che per lui ha inventato tutto (i Var li decidono la domenica sera e quindi non avrebbe potuto sapere dove sarebbe andato): per farlo però deve chiedere alla Federcalcio una deroga alla clausola compromissoria.
Un arbitro, tutore delle norme, chiederà davvero di poterne lui stesso derogare? E se gliela concedessero, arbitrerebbe ancora l’Atalanta di un allenatore con cui è in causa?
Da oggi la palla è in mano a Pecoraro, che almeno su un elemento non dovrà lavorare: che gli arbitri conoscano prima le designazioni non è strano, né alimenta sospetti di “una nuova Calciopoli” come qualcuno ha voluto ventilare, aggiungendo al minestrone la spedizione in Qatar di Orsato, il contestatissimo arbitro di Inter-Juventus: nessuna norma dice quando vanno fatte le designazioni, l’unico obbligo è comunicarle due giorni prima delle partite. E che Orsato andasse a dare lezioni di Var era deciso da un po’. Ma se davvero, dopo aver emendato le velate accuse di De Laurentiis agli arbitri, la Procura mandasse a giudizio sportivo un direttore di gara?
Per una violazione, tra l’altro, che può costare un buffetto come il ritiro della tessera.
L’Aia è sul piede di guerra da quando il Coni di Malagò ha annunciato che cancellerà la rappresentanza degli arbitri in consiglio e quindi la possibilità di esprimere il 2% di voto. In quel caso, pure Nicchi parlò del rischio di una “nuova Calciopoli”. Anche lui fa parte del fronte - con Calciatori, Dilettanti, Lega pro e forse Serie B - che domani invierà una lettera per chiedere nuove elezioni in Figc, con Abete candidato unico. Prima di lui era stato proposto anche il nome del procuratore Pecoraro. Ma nessuno - nemmeno l’Aia - aveva aderito.







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