Razzismo negli stadi, Mura duro: "Molto solidali sui social, molto meno sul campo. I giocatori..."

Il giornalista nel suo editoriale ha messo in evidenza la situazione dei cori razzisti negli stadi italiani.
Si è parlato tantissimo del tema razzismo in queste settimane, dopo l'episodio di Cagliari che ha colpito il nuovo attaccante dell'Inter Romelu Lukaku in tanti hanno detto la loro sulla questione. In passato era accaduto anche con Kalidou Koulibaly. Dell'argomento ha parlato anche Gianni Mura, firma storica del giornalismo sportivo italiano, nel suo editoriale per La Repubblica: “Un perfetto autogol, una non richiesta patente di non razzismo che illustra cos’è davvero il razzismo. [...] Si potrebbe iniziare non inviando negli stadi ispettori del tutto sordi o molto duri d’orecchio. Si potrebbe continuare chiedendo al quarto uomo di fare attenzione anche ai cori, non solo agli sconfinamenti degli allenatori oltre la zona consentita".
Poi aggiunge: "Ci si potrebbe chiedere su cosa o chi siano puntate le telecamere delle forze dell’ordine. Molto solidali sui social network con chi è bersaglio di cori razzisti, molto poco sul campo. È lì che tutti, neri e bianchi, compagni e avversari, dovrebbero far capire ai coristi che stanno offendendo tutti e che in quelle condizioni non si gioca. Ho visto appelli di capitani e giocatori rappresentativi sotto la loro curva per far cessare il lancio di petardi e fumogeni ma non ne ricordo per far cessare cori razzisti”.







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