Processo Maradona, l'intervento neurochirurgico fu "sconsiderato e senza precedenti"

Emergono dettagli sempre più tristi e inquietanti per quanto riguarda la morte di Diego Armando Maradona.
Prosegue senza sosta il processo per far luce sulla morte di Diego Armando Maradona, ex capitano del Napoli. Ne parla l'edizione odierna del Corriere dello Sport. "Dopo martedì, è fissata per oggi la seconda udienza per il processo per la morte di Diego Armando Maradona".
"Durerà diversi mesi e si concluderà in piena estate - due udienze a settimana - con la partecipazione di oltre cento testimoni (ridotti rispetto ai programmi per evitare che i tempi si allungassero). Compariranno in tribunale i figli, l’ex moglie Claudia Villafañe e tanti tra esperti, medici, giornalisti, amici. I sette degli otto imputati dovranno rispondere dell’accusa di «omicidio semplice con dolo eventuale». La pena prevista è compresa tra gli 8 e i 25 anni di carcere. Sarà più bassa solo in caso di accertata negligenza: da uno a 5 anni", si legge sul quotidiano.
Poi si legge: "Nelle prossime udienze saranno mostrati ai giudici anche scambi di messaggi scritti e audio di quei giorni, del ricovero domiciliare con l’epilogo tragico della morte per “edema polmonare acuto secondario a insufficienza cardiaca cronica aggravata”. Era il 25 novembre 2020. Maradona aveva da poco compiuto 60 anni. Per il pm, l’intervento neurochirurgico antecedente al ricovero fu «sconsiderato e senza precedenti» e, durante le cure, Diego è stato «lasciato morire con l’equipe medica consapevole di quello che stava accadendo»".






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