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Platini: "Al San Paolo, se il Napoli vinceva sapete cosa succedeva?". Poi ride

Michel Platini attraverso le pagine di Tuttosport ha parlato dell'attualità del calcio europeo ricordando un aneddoto sul San Paolo di Napoli.


Gaetano BrunettiGaetano BrunettiGiornalista

03/06/2024 10:41 - Rassegna stampa
Platini: Al San Paolo, se il Napoli vinceva sapete cosa succedeva?. Poi ride

Michel Platini, ex campione della Juventus ed ex presidente Uefa, intervistato da Tuttosport, ha parlato del calcio attuale ricordando alcuni aneddoti su quello degli anni ottanta: "La nuova Champions? È stupida. Non mi piace. Ci sono più partite ma solo per racimolare più soldi, senza una logica. Ceferin e Infantino? Non sono niente e vengono dal niente. Sono personaggi che sono nel calcio per il potere, ma i capi del calcio sono sempre stati i giocatori e devono essere loro. Sono i Baggio, i Del Piero, gli Mbappé, gli Haaaland, i Klopp, i Guardiola, gli Ancelotti".

Il suo era anche un altro calcio…

"Sì, per carità! Un po’ più lenti e con tante perdite di tempo. Buttavi il pallone in tribuna e arrivava dopo cinque minuti. Al San Paolo, se il Napoli vinceva, anche dopo venti… (ride). E poi c’era il retropassaggio al portiere".

Cosa le ha lasciato la vicenda giudiziaria personale? "Mi lascia l’ingiustizia. La Fifa e i tribunali svizzeri erano complici per far fuori un francese. Se si mettono insieme Fifa e tribunali svizzeri sei morto. Da quattro anni si sa che sono innocente, ma non c’è ancora la riabilitazione sportiva. Infantino aveva paura di me alle elezioni e mi ha bloccato. Poteva battermi alle elezioni, ma mi ha fatto paura. Sono passati dieci anni che nessuno mi restituirà più. Mi hanno tolto dal calcio… hanno tolto me dal calcio, capito? Ma non puoi vincere contro la Fifa, controllano tutto: potere legislativo, esecutivo e giudiziario. Montesquieu avrebbe qualcosa da dire, no?".

La Corte di Giustizia Europea sul Fifa e Uefa?

"Credo che quella sentenza cambierà la faccia del calcio. È come la legge Bosman. Adesso questi non hanno credibilità, perché non vengono da nessuna parte. Infantino non ha mai gestito un club o una federazione e adesso comanda il calcio. La debolezza del sistema è che mancano i calciatori. La Superlega è inevitabile, non so se è una cosa buona o cattiva, ma è inevitabile. Con me il casino della Superlega non sarebbe successo".

Perché?

"Perché avrei mediato. Una mediazione si trova sempre. Ora sarà difficilissimo per le istituzioni, spero che nel nuovo mondo del calcio ci sia più potere per i giocatori".


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Gaetano BrunettiGaetano Brunetti
Giornalista pubblicista dal 2012, da sempre amante del giornalismo, in passato ha collaborato tra l'altro con Cronache di Napoli ed Il Roma. Si definisce un reporter libero, on the road.

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