Nella festa del San Paolo c'è un dato che stona. La teoria "virtuale" di ADL non può bastare!

"Va bene la teoria dello stadio virtuale, di cui De Laurentiis, a onor del vero, era stato l'antesignano dieci anni fa, ma l'essenza del tifo calcistico, da che mondo è mondo, è racchiusa in quei sentimenti di gioia o di sofferenza da stadio"
Il Napoli batte il Bologna per 3-1 e scavalca momentaneamente tutti in testa alla classifica in attesa di Inter-Juventus. Tutti felice e contenti, naturalmente, ma c'è un dato che stona, ovvero uno stadio che sicuramente non era vestito a festa. Ecco l'analisi del Corriere del Mezzogiorno: "Va bene la teoria dello stadio virtuale, di cui De Laurentiis, a onor del vero, era stato l’antesignano dieci anni fa, ma l’essenza del tifo calcistico, da che mondo è mondo, è racchiusa in quei sentimenti di gioia o di sofferenza che soltanto lo stadio può scatenare. Uno stadio pieno, certo. E anche moderno e funzionale. Tutto quello che non è il San Paolo, blocco di cemento armato decrepito e assolutamente inadeguato agli standard non solo europei ma anche italiani. È una stortura alla quale il Comune prova a rimediare attraverso una ristrutturazione di massima con i fondi messi a disposizione dal credito sportivo. La tifoseria affezionata se vuole provare le emozioni dal vivo dovrà pagare. E tanto".







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