Napoli scialbo in Champions League, la reazione dello spogliatoio e le "confessioni" di Mertens

L'edizione odierna del Roma si è soffermata sulla prestazione del Napoli in terra belga, con il pareggio deludente conquistato in Champions League.
Quando in una partita né l'una né l'altra squadra riescono a segnare e la sfida termina a reti bianche, di solito a prendersi la scena sono i portieri. Alla Luminus Arena di Genk non c'è stata nessuna eccezione: Coucke da un lato, Meret dall'altro e le luci della ribalta nelle loro lunghe mani. L'estremo difensore azzurro, autore di due interventi determinanti per mantenere la porta inviolata e conquistare il quarto punto in Champions League, dà l'ennesima prova di una crescita a vista d'occhio che ha già attirato elogi su elogi in questa prima parte di stagione. "Sono contento della nostra prestazione, in fase difensiva siamo stati ordinati, non hanno creato grandissime occasioni. Siamo rimasti concentrati anche quando ci hanno messo sotto, lavorando di squadra. E' un punto positivo da cui ripartire", dice guardando il lato positivo e godendosi la seconda bella prova su altrettante partite nella massima competizione europea. Dicasi cominciare col piede giusto.
E poi ci sono i più grandi: per età, per gradi e anche per nome. E quando ci sono calciatori del genere, se ne discute anche quando non ci sono. O forse proprio perché non ci sono. Insigne va in tribuna e, ancor prima del fischio d'inizio, era già scontato che uno dei protagonisti (mancati) di questa partita sarebbe stato il capitano e tutto il caso che potrebbe scaturire la sua esclusione per scelta tecnica. A giustificare Ancelotti e spiegarne la scelta ci ha pensato il direttore sportivo Giuntoli nel pre-partita: "Onestamente tutto questo scalpore non deve esserci. La regola dei 18 giocatori un po' ci condanna, abbiamo tanti ragazzi che possono e vorrebbero giocare. Ancelotti ha scelto una squadra più accorta, con un centrocampo più robusto. E in panchina ha optato per due attaccanti puri: uno fisico e un piccolino come Mertens. Scelta tecnica, tattica, niente di che".
L'edizione odierna del Roma, poi, mette in evidenza la reazione dello spogliatoio del Napoli dopo il pareggio con il Genk: "C'è un po' di delusione nello spogliatoio per la mancata vittoria, a maggior ragione nell'anima di chi aspettava questa partita con un'ansia particolare. Mertens, idolo di Napoli ma nativo di Leuven, Belgio, a pochi chilometri da Genk, aveva invitato 72 sostenitori tra amici e parenti, ma non ha lasciato il segno quando nel secondo tempo ha fatto il suo ingresso in campo e nel post-partita ha anche insinuato più d'un dubbio sul suo futuro: "Oggi non sono soddisfatto, anche se il Genk ha fatto una grande partita. In Champions non si possono perdere punti, ora dobbiamo vincere col Salisburgo. Contratto? Non so nulla, vedremo più avanti. Voglio restare ma se il Napoli non lo vuole...". Gara speciale anche per Koulibaly, che al Genk è sbocciato, prima di firmare col Napoli. A lui il pubblico belga ha dedicato una standing ovation a fine partita: "Mi ha fatto molto piacere, è sempre bello tornare qui".







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