"Napoli non è una città, ma un mondo". La città regala una finale storica di X Factor
Napoli, ancora una volta, si conferma il palcoscenico ideale per le produzioni artistiche più importanti.

La finalissima di X Factor ha trovato in Piazza del Plebiscito la sua cornice ideale. Un pubblico spettacolare, quello di Napoli, ha accolto il popolare format televisivo al suo ultimo atto. E la stampa che ha raccontato l'evento è unanime nel definire quella campana una piazza che fa la differenza.
Gennaro Marco Duello scrive su FanPage: "La sera di giovedì 5 dicembre sarà ricordata per molto tempo. È stata la sera dei miracoli, come una delle canzoni che ha portato Mimì alla vittoria di X Factor. La sera che, per la prima volta nella storia dello show, ha visto la finale in esterna. Napoli ha abbracciato X Factor col suo calore. Un grande palcoscenico. Un colpo d'occhio pazzesco. Un momento di pura magia collettiva. Giorgia è stata forte, impeccabile, dotata di una presenza scenica capace di tenere insieme l’euforia di una piazza gremita e caldissima con l’eleganza necessaria a un programma di livello internazionale. Con la capacità di reinventarsi, senza mai perdere il suo carisma unico, Giorgia non è una semplice un’artista, ma un patrimonio della nostra cultura e della nostra musica".
"È stata la sera dei miracoli e del super ospite. Robbie Williams ha incendiato la piazza con un medley che ha lasciato Napoli senza fiato. Prima con il suo ultimo singolo, Forbidden Road, un brano che ha subito catturato l’attenzione, poi con una sequenza da brividi: Let Me Entertain You, Rock DJ e Angels. Poi è stato il turno di Gigi D’Alessio, padrone di casa perfetto, che con il suo medley ha raccolto tutto l’entusiasmo di Piazza del Plebiscito. Dopo il medley, una straordinaria interpretazione al pianoforte di Napule è di Pino Daniele, nella stessa piazza che dieci anni fa salutò per l'ultima volta l’artista partenopeo. L'omaggio di Gigi D'Alessio ha impreziosito ulteriormente la serata".
"Ma il cuore della serata, il vero sigillo, è stata la vittoria di Mimi. Diciassette anni, italiana fino al midollo e, proprio per questo, simbolo di un’Italia che si ostina a non voler accettare etichette. Una vittoria che arriva – e lo diciamo senza bisogno di enfatizzare – in un’epoca che vede la politica strizzare tutti e due gli occhi a chi erige muri e respinge il prossimo. Con la vittoria di Mimi, l'impressione è che non si sia semplicemente vinta una competizione musicale, ma che si sia tracciata una linea verso un futuro migliore, più aperto, meno cattivo. Tutto questo non poteva che succedere a Napoli che si conferma, per dirla come la direbbe Benedetto Croce, il luogo dove il nuovo non solo nasce, ma si afferma con forza. Napoli non è una città, ma un mondo", ha aggiunto il cronista.
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