Moggi: "Juventus, obiettivo massimo il quarto posto". L'ex Napoli individua il "colpevole"
L'ex dirigente di Napoli e Juventus, Luciano Moggi, ha analizzato la lotta per la conquista dello scudetto.

La Juventus, grazie alla vittoria contro il Verona e all'1-1 tra Napoli e Inter, si è portata a meno sei dalla capolista. I bianconeri, classifica alla mano, sono pienamente in corsa per la conquista dello scudetto anche perché mancano ancora undici partite al termine del campionato.
Luciano Moggi crede poco alle possibilità scudetto dei bianconeri come si evince dall'articolo scritto dall'ex dirigente di Napoli e Juventus sul quotidiano Libero. Di seguito il suo pensiero: "Il lento incedere del trio di testa rende difficile stabilire chi ha più possibilità di tagliare il traguardo per primo, mentre dietro nessuno ha mai dato l’impressione di poterle insidiare. Ciò ci porta a pensare ad un campionato anomalo se non modesto, dove il bel gioco spesso latita e le polemiche/lamentele sono invece all’ordine del giorno. Il pareggio di Billing ha fatto sorridere la squadra di Conte, che evidentemente pregustava il periodo pieno di impegni a cui dovrà far fronte l’Inter nel bel mezzo della lotta scudetto".
"La Juventus ha invece vinto 2-0 in casa con il Verona, portandosi a -6 dalla vetta. Qualche buontempone ha scritto che ha riaperto il campionato, magari a mo’ di presa in giro. L’avrebbe potuto anche riaprire se Thiago Motta avesse saputo utilizzare meglio i giocatori a disposizione che la pensano in modo diverso da lui. Vedi dichiarazioni di Locatelli dopo l’eliminazione in Champions. Senza tenere conto che errare è umano, perseverare è diabolico. Tant’è che la sua squadra, a -6, avrebbe potuto davvero riaprire questo modesto campionato, ma adesso, a causa dei suoi errori, deve lottare strenuamente per conquistare il quarto posto. Citiamo alcuni degli errori di Motta: l’abitudine di mandare in campo i giocatori non nei ruoli a loro abituali, i destri a sinistra e viceversa, generando confusione nel gruppo; far giocare gente con la febbre (il pupillo Koopmeiners) lasciando chi invece sta bene (Thuram, non a caso lunedì decisivo nella vittoria contro il Verona); sbagliare i cambi in corsa che non è abitudine ma consuetudine; non saper motivare la squadra in presenza di partite ritenute facili (vedi i quarti di Coppa Italia con l’Empoli, persi in modo disastroso). E mi fermo qua…", ha sottolineato Moggi.
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