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Mihajlovic da brividi: "Mi riprendo anche i muscoli". Attacco degli haters: "Malato, ma nazista"


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Pubblicato nella sezione Rassegna stampa
Mihajlovic da brividi: Mi riprendo anche i muscoli. Attacco degli haters: Malato, ma nazista

Spifferi dall'ospedale: "Sono ridotto all'osso e non ho più nemmeno un filo di muscoli. Di certo, assieme alla salute, saprò riprendermi anche quelli".


Non è facile raccogliere le parole di Sinisa Mihajlovic sigillato nelle mura del Sant’Orsola e circondato da un velo di amorevole silenzio, ma qualche cosa filtra, tra preoccupazioni umane e personali e attestazioni di un coraggio e di una forza che a un uomo come lui non sono mai mancate. Secondo quanto riporta Il Resto del Carlino, Sinisa avrebbe detto: "Piuttosto che perdere altri capelli, fatto che anche prima di oggi non mi faceva per nulla piacere, preferisco rasarmi a zero subito e tagliare la testa al toro", avrebbe ad esempio detto il mister - che domenica è tornato in panchina con il Bologna a 40 giorni dalla diagnosi della malattia - quando gli hanno prospettato gli effetti della chemioterapia. 


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Visibile a tutti la perdita di peso e del tono muscolare che ha provato il fisico di un uomo abituato a essere prestante e ad incutere quasi soggezione. "Sono ridotto all’osso e non ho più nemmeno un filo di muscoli", è stata infatti la lamentela, ripetuta a molti dei suoi interlocutori, riguardo a cambiamenti fisici che le cure hanno presto portato con sé. "Di certo, assieme alla salute, saprò riprendermi anche quelli", suonava, però, l’immancabile seguito della frase, alla quale si aggiunge il conforto dei medici, che definiscono "fisiologici" i segni che la terapia sta lasciando sul corpo di un paziente tanto fuori dal comune.


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Il primario di ematologia dell'ospedale Sant'Orsolo di Bologna Michele Cavo che ai microfoni dell'Ansa ha spiegato: "Devo dare merito al paziente, che ancora una volta è stato scrupoloso e si è attenuto perfettamente alle raccomandazioni. Posso anche ritenere che quello che è avvenuto ieri non sia un episodio isolato e mi riferisco alla possibilità di essere in campo. Per contro ci saranno altri momenti, quando seguirà altri cicli di terapie, in cui questo, invece, non sarà possibile”. 

Sui social network non sono mancati i commenti degli odiatori seriali, i famosi haters in servizio permanente: "Per me un nazista resta tale anche se malato", "Almeno si spera farai meno lo sborone in situazioni arbitrali ambigue", "Ma stai a casa che stai male. Curati invece di lavorare, scemo", oppure "Da amico di stragisti a Santo il passo è breve. Umanamente mi spiace che sia malato ma basta con queste santificazioni". Queste parole, fortunatamente, vanno a sbattere contro gli elogi e le parole di incoraggiamento ricevute da un uomo che ha dimostrato di essere un vero guerriero in campo e soprattutto nella sua vita privata.


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