Lobotka era il punto fermo del Napoli. La risposta di Garcia è rischiosa

La Gazzetta dello Sport evidenzia il nuovo modo di giocare del Napoli. Rudi Garcia vuole imprimere il suo marchio alla squadra azzurra.
Rudi Garcia ha deciso di adottare un nuovo gioco nel Napoli. Ne parla l'edizione odierna della Gazzetta dello Sport. Il nuovo allenatore chiede più verticalizzazioni, mette in preventivo un possesso palla meno insistito, ora prova a convertire anche Lobotka in una nuova versione. Lo slovacco è stato uno degli elementi cardine dell’organizzazione messa su da Spalletti. Giusto fare i tentativi, ma attenzione a non esagerare: si rischia alla lunga di snaturare e mandare fuori giri il giocattolo Napoli. Sì, c’è bisogno di altre soluzioni per resistere ad alto livello, però servono altrettanti punti fermi, come appunto Lobotka. A chi glielo ha accennato, Garcia ha replicato "Io non conosco il passato". La risposta è coraggiosa, ma in una squadra che ha lo scudetto sul petto potrebbe rivelarsi un boomerang.
Il passato c’è, basta farne lezione. Garcia ci tiene a sottolineare: "Una squadra che si affida a un solo uomo, qualunque sia il suo ruolo, è una squadra debole. Perché se l’avversario fermerà quel giocatore non avrà altre soluzioni. E io voglio che la mia formazione abbia sempre un piano B e anche C. Proprio perché cambiare pelle può risultare decisivo per vincere più partite".
Il discorso del francese ha una sua logica ma ovviamente al di là della piazza, deve convincere su questo metodo di lavoro i suoi ragazzi, che alla fine della partita con la Lazio sono apparsi assai giù mentalmente oltre che fisicamente. E la forza di questo Napoli è stata anche l’autostima e la continuità di prestazioni, da cui sono scaturiti poi i risultati.








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