Llorente se l'era chiamata: ricordate cosa disse lo spagnolo? Che apoteosi al San Paolo

Il centravanti spagnolo del Napoli si era chiamato il gol, così è stato contro il Liverpool: ha bagnato l'esordio in azzurro di Champions con una rete.
Che notte Champions ragazzi. Di quelle indimenticabili. Di quelle che devono rimanere per forza di cose nelle memorie calcistiche. È partito con il botto il Napoli nella competizione più importante della Uefa. Tutti temevano che il Liverpool campione potesse fare di un sol boccone gli azzurri ed, inv ece, ancora una volta ha avuto ragione Ancelotti. Si è confermato l’uomo delle Coppe il buon Carletto. Ha fatto sfogare i critici dopo le prime due partite di campionato, ha visto una buona prova con la Sampdoria e quando si è ritrovato di fronte nuovamente Klopp ha dimostrato tutto il suo valore. E che valore. È stata una signora partita quella del Napoli e ai punti, se fosse finita 0-0, sicuramente l’avrebbe meritata la squadra partenopea.
Ma il calcio alla fine premia gli audaci e quelli che ci credono di più. E gli azzurri ci hanno creduto più dei Reds riuscendo alla fine a fare esplodere il San Paolo come ai vecchi tempi. Che goduria quando Mertens dal dischetto ha piazzato il pallone nell’angolino. L’apoteosi, poi, c’è stata alla rete del raddoppio di Llorente che si è presentato così ai suoi nuovi tifosi. Se lo era un po’ chiamato questo gol lo spagnolo. In conferenza stampa alla vigilia aveva parlato di rivincita. Altro che rivincita, è stata una vendetta consumata fredda visto e considerato che con il suo Tottenham aveva perso la finale di Champions a maggio scorso. Ha vinto il calcio italiano, dunque. Quello semplice di Ancelotti.
di Salvatore Caiazza - Il Roma







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