Le armi tattiche di Rudi Garcia: verticalizzare e valorizzare la punta

Il nuovo tecnico del Napoli ama che la sua squadra verticalizzi in maniera rapida verso la prima punta.
Rudi Garcia conosce molto bene la Serie A e il Corriere dello Sport evidenzia le sue doti da allenatore e gestore. "Non scardinerà la squadra, mica è pazzo, proseguirà in quella direzione anche se negli anni successivi alla Roma il suo calcio è passato anche attraverso moduli diversi. Per restare al Lione, vinse la sfida con la Juve (e altre ancora in quella stagione) col 3-5-2. In ogni caso, se non cambierà il modulo, a Napoli potrebbe cambiare un po’ il movimento della squadra, la sua parte offensiva".
"Con Spalletti la squadra teneva palla e la faceva girare che era una bellezza. Garcia alla Roma puntava di più sulla verticalizzazione, avendo un lanciatore come Totti. Nella Roma trovò un giocatore straordinario che chiamò “lavatrice”, Kevin Strootman. Era una pedina fondamentale per il suo gioco, nel Napoli l’unico che si può in qualche modo avvicinare all’olandese è Anguissa".
"Non ha Totti semplicemente perché non esiste un altro Totti, purtroppo. Però ha un centravanti che saprà sfruttare come ha fatto Spalletti. Se nella prima Roma (2013-14) riuscì a spingere Mattia Destro al suo record personale di gol (13) segnati in 20 partite (gli bastarono per diventare il capocannoniere della squadra), chissà cosa può fare con Osimhen", ha riferito il quotidiano sportivo.






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