La mossa di Sarri è una lezione a chi si aspettava la rissa. ADL offeso pesantemente

"I salotti delle televisioni a pagamento si sono esaltati non poco ad elogiare i bianconeri per l'ennesimo titolo. Davvero complimenti".
Chi si aspettava una reazione rabbiosa di Sarri nei confronti del suo presidente è rimasto deluso. Volevano la rissa mediatica quelli che venerdì avevano evidenziato le parole di De Laurentiis nei confronti del tecnico toscano. Ed, invece, il signor Maurizio, al termine dell’incontro pareggiato contro il Torino, è rimasto nei ranghi ammettendo di non aver mai litigato con il suo patron e di essere dispiaciuto se non è contento di lui. «Sarò sempre grato ad Aurelio», ha chiosato. E ha anche detto di pensare al futuro ma che nessuno parli di dimissioni. Magari c’è il Chelsea, magari no. Sta di fatto che ha un contratto in essere col Napoli e a meno che non arrivi qualcuno con gli otto milioni della clausola resterà ancora il tecnico dei partenopei. Di sicuro Sarri è rimasto molto contento per l’accoglienza ricevuta al San Paolo. La Curva B lo ha chiamato a gran voce esponendo anche uno striscione. Gran parte dello stadio, poi, ha contestato De Laurentiis. Offendendolo anche dal punto di vista personale e familiare. Dall’inizio alla fine ci sono stati più cori contro il presidente che a favore dei propri beniamini impegnati a giocare contro il Torino.
Magari se ci fosse concentrati di più sul calcio giocato non si sarebbe già consegnato virtualmente lo scudetto nelle mani della Juventus. Che oggi è a sei punti e non può festeggiare solo per la differenza reti. Le basterà un pari domenica prossima con la Roma per poter stappare lo champagne e cucirsi sul petto il settimo tricolore consecutivo. La verità è che il campionato era finito al triplice fischio finale di Orsato in Inter-Juventus. Quel mancato rosso a Pjanic e gli errori del Var hanno praticamente chiuso i giochi già la settimana scorsa. Poi ci ha pensato Irrati sabato a Bologna a fare il resto senza espellere Rugani e non vedendo la spinta su Keita in occasione del vantaggio di Khedira. Ma figurarsi se qualcuno si è rizelato o ha mostrato i danni. Tutti felici e contenti perché la Signora può festeggiare un titolo visto e considerato che di Champions proprio non se ne parla. I salotti delle televisioni a pagamento si sono esaltati non poco ad elogiare i bianconeri per l’ennesimo titolo. Davvero complimenti. Tornando al calcio giocato, va detto che il Napoli ha giocato uno dei migliori primi tempi della sua storia sarriana e che il pari finale strida con ciò che si è visto in campo. Il vecchio amico Mazzarri si è portato a casa un punto tirando solo due volte in porta. Prima Benassi e poi De Silvestri hanno beffato Reina che molto probabilmente ha giocato la sua ultima partita da titolare con la maglia azzurra. Dovrebbe, infatti, lasciare il posto a Sepe negli ultimi due incontri. Non sono bastati, dunque, i gol di Mertens ed Hamsik a garantire un altro successo al Napoli. Grida vendetta il palo di Milik e l’occasione incredibile sempre del polacco su passaggio di Callejon. Con il 3-1 non ci sarebbe stata più storia ma alla fine c’è stato un 2-2. Un peccato per quello che si è visto. Alla faccia di chi diceva che il Napoli era stanco a Firenze. Il Toro non ha mai passato la metà campo per i primi 45 minuti e anche nella ripresa chissà che cosa abbia fatto. Ma nel calcio si sa che bastano due palloni in area per cambiare la storia di un incontro. E così è successo. Sarebbe stato bello vincere ancora ma non sarebbe cambiato nulla dal punto di vista dell’obiettivo finale. La resa costretta c’era stata a Milano con una reazione debole poi degli azzurri a Firenze. Adesso mancano due giornate al termine del torneo, vale la pena chiudere alla grande e sperare che Sarri resti. Per il bene di tutti. Compreso quello di De Laurentiis. (Salvatore Caiazza - Il Roma).







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