La Juventus è Campione d'Europa del debito: Napoli esempio virtuoso
Non è un periodo semplice per la Juventus sia dal punto di vista tecnico che economico: "Impresa diperata per rientrare nel Fair Play Finanziario".

La Juventus sta vivendo un momento di difficoltà economica piuttosto serio. L'edizione odierna del Corriere dello Sport ha fatto un’analisi delle operazioni di mercato della società bianconera. Quello della Vecchia Signora è il club che, nel 2020, ha aumentato più di tutti in Europa il proprio debito a lungo termine: +140 milioni. Dietro, staccato di molto, il Real Madrid a +60 milioni. Sull’incremento del debito bianconero influisce l’operazione Pjanic-Arthur, in realtà compensazione tra debito e credito verso il Barça, ma le ultime operazioni segnalano un problema: perché un club con 400 milioni di aumento di capitale in ponte ricorre a tecniche di palese rinvio dei costi e degli esborsi finanziari?
Per i costi vuole forse alleggerire i prossimi due bilanci per rientrare nel Fair Play Finanziario. Impresa disperata, date le perdite degli ultimi 3 anni (150 milioni) a cui si aggiungerà quella del 2020/21, certamente superiore a 200 milioni. La strategia di rinviare l’esborso rivela tensioni di cassa confermate dall’anticipo di 75 milioni della quota Exor. Nell’estate delle ristrettezze, in un mercato “creativo” dominato da formule di pagamento innovative, la Juve ha fatto uso disinvolto del debito. L’acquisto di Locatelli è un prestito con obbligo di riscatto del cartellino nel 2023: un acquisto a termine da 25 milioni, più 12,5 di bonus. Il riscatto è soggetto a condizioni così scontate da essere certo ma il club rinvia l’acquisto spostandone al futuro l’ammortamento, sempre che i revisori lo consentano. Il riacquisto di Kean (dopo il divorzio da CR7) segue lo stesso schema, simile anche nelle cifre.
Che tipo di debito generano queste operazioni? Anzitutto è debito occulto, perché mascherato da prestito ma badando alla sostanza, più che alla forma, i principi contabili internazionali esigono di dare visibilità agli impegni finanziari. Il debito aggregato della Serie A è cresciuto del 53% in 5 anni fino agli attuali 4,7 miliardi (150% del fatturato) ma i ricavi nello stesso periodo solo del 26%. All’interno di questo dato ci sono indebitamenti altissimi (Inter, Juventus, Roma) e casi più virtuosi tra cui Napoli, Milan, Atalanta, Torino. Il debito è essenzialmente un rinvio di spese al futuro, confidando nella crescita dei ricavi e dei flussi in entrata. La scommessa può rivelarsi assai rischiosa.








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