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L'editoriale di Sconcerti: "Napoli in grande corsa, altro che Juventus. Milan, dominio calmo"


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Pubblicato nella sezione Rassegna stampa
L'editoriale di Sconcerti: Napoli in grande corsa, altro che Juventus. Milan, dominio calmo

Il giornalista del Corriere della Sera si è soffermato sulle prestazione delle squadre di Serie A impegnate in Champions League.


Mario Sconcerti ha analizzato il rendimento delle italiane in Champions League, nel suo editoriale per il Corriere della Sera. "Ad alti livelli la Juve non c’è. I pochi minuti diversi con la qualità di Di Maria mostrano molto di quello che manca, ma non ci sono nemmeno idee di gioco comuni. Fa quasi male vedere l’approssimazione messa insieme da grandi giocatori arrivati al confine con se stessi. Il Benfica è un’ottima squadra, ma non ha fenomeni, gioca solo bene a calcio e ha un centravanti che di testa le prende tutte, sia in attacco che sulle rimesse del portiere. Ramos è quello che dà il senso all’accademia portoghese. Ma la Juve oggi semplicemente non c’è. Il mercato è stato confuso, la Juve ha chiuso con oltre 100 milioni di attivo. Credo sia questa la grande differenza con la storia, l’improvvisa normalità di tutto l’ambiente, economico e tecnico".

"La Juve - ha aggiunto - non trova più la sua differenza. Il Benfica sapeva a mente la sua lezione, la Juve non aveva lezioni da restituire. È confuso anche Allegri, il suo calcio gli scorre davanti con noia. Non è da lui. È in grande corsa il Napoli, unica italiana a punteggio pieno e ancora con Raspadori".

"Per il Milan, buon avversario la Dinamo, nome che in Unione Sovietica rispondeva all’amministrazione dei servizi segreti, la famigerata Ceka, e che aveva Stalin come suo primo tifoso; infatti lo Zagabria fu chiamato così quando la Croazia cadde sotto il regime comunista nel ‘45. Buon avversario, organizzato bene, con tentazioni di gioco e qualità croata ormai storica, ma nel complesso dominato dal Milan. Hanno deciso le accelerazioni di Leao quando è entrato in partita, la precisione antica di Giroud, centravanti di altri tempi, quasi classico ormai nella sua efficienza, e la diversità di moto di Brahim Diaz che ha limitato Misic, il regista degli altri, e creato alcuni movimenti che per il Milan sono spesso incompleti. Bennacer ha retto il gioco quasi da solo lasciando a Tonali il compito di uomo vagante".

"È stato un dominio calmo, nel momento in cui rischiava di diventare affannoso è arrivato il rigore. Potrebbe essere difficile al ritorno, Orsic è un giocatore da mercato europeo, ma questi sono altri argomenti. Il Milan ha vinto nettamente facendo un grosso passo avanti nella qualificazione. Si sapeva, ma è stato confermato abbastanza facilmente".


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Gianluca Vitale
Giornalista dal 2013, iscritto all'ODG Campania e titolare di Carte de Presse Internationale IFJ. Ha lavorato con più redazioni online sul Calcio Napoli. Specializzato in esclusive e calciomercato.

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