IL ROMA - Due domande al Napoli: dove sono Rafael e Sepe? E Sportiello?

L'infortunio di Reina sul tiro di Keita, tutt'altro che irresistibile, apparecchia l'ennesima prova da "vorrei ma non posso", il rimpianto di non avercela fatta per questione di centimetri
La conclusione preoccupante è che nessuno si sorprende più. Il Napoli continua a subire gol ed anche contro la Lazio la sensazione è che si potesse fare di più. L'errore del singolo penalizza una squadra incapace di reagire, schiaffeggiata nell'umore, incapace di rialzarsi con ancora mezzora e più a propria disposizione. L'infortunio di Reina sul tiro di Keita, tutt'altro che irresistibile, apparecchia l'ennesima prova da "vorrei ma non posso", il rimpianto di non avercela fatta per questione di centimetri, traditi da disattenzioni, problemi atavici, cattive abitudini assai simili ad inguaribili vizi.
NUMERI. Contro la Lazio, squadra compatta ed intelligente, caparbia a raccogliere il massimo col minimo sforzo, il Napoli ha subito il dodicesimo gol nelle ultime otto gare, ovvero da quando è assente Raul Albiol. Lo spagnolo s'è infortunato a fine settembre contro il Benfica e da allora, sarà un caso oppure no, la squadra s'è disunita ed ha perso certezze, sicurezze, convinzioni. Albiol era il termometro invisibile dell'equilibrio, la spalla ideale per guidare Albiol ed il resto dei compagni di reparto. Chiriches s'è confermato attento e lucido in ogni situazione, ma non potrà mai avere, nel breve, il medesimo carisma e la personalità forgiata nel tempo, la fiducia degli altri conquistata a fatica e, proprio per questo, certificato di garanzia. L'altro dato allarmante è che il Napoli solo quattro volte ha concluso una partita senza subire reti: è successo a Palermo e Genova in trasferta e con Chievo ed Empoli in casa. Poche eccezioni per una squadra che, con Sarri, aveva sempre fatto leva sulla propria attenzione difensiva e sulla straordinaria capacità di essere concentrata ben oltre il novantesimo, senza avvertire né fatica mentale né cali di forma.
NUMERO UNO? Il dubbio sorge spontaneo alla luce dell'ennesimo errore di Pepe Reina. Riduttivo considerarlo unico responsabile del pareggio contro la Lazio, ma è assai elementare avvertire l'esigenza di (ri)discutere delle qualità di un portiere esperto, carismatico, d'assoluta personalità ma, da mesi, vittima di troppi infortuni che ne hanno limitato le prestazioni. Keita arriva in area fin troppo facilmente ma la conclusione meritava ben altra risposta ed invece s'è insaccata goffamente alle spalle dell'ex Liverpool. Le mani al volo successive al gol sono lo specchio del disagio umano di un personaggio consapevole dell'errore e tremendamente mortificato, prima con sé stesso e poi coi tifosi. Ne ha ancora tanti che lo supporteranno mentre l'opinione pubblica devia il discorso sul caldo tema del mercato: perché, in estate, è stato sondato Sportiello salvo poi dar fiducia al napoletano Sepe, portiere di qualità ma reduce da una stagione difficile? Perché, ancora, l'ex promessa Rafael - proprietario di un ingaggio da due milioni lordi annui - è stato confermato come terzo nonostante la necessità di giocare per provare, anche solo in parte, a recuperare fiducia e autostima? Dubbi leciti ma solo marginali al tunnel di quesiti sull'ennesima occasione stagionale persa. (Fabio Tarantino - Il Roma)







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