I tifosi non dimenticano, omaggio a Cannavaro

L'edizione odierna del quotidiano Il Mattino, nelle pagine dedicate allo sport, dedica ampio spazio a Napoli-Sassuolo e, soprattutto, al ritorno al San Paolo dell'ex capitano azzurro.
L'edizione odierna del quotidiano Il Mattino, nelle pagine dedicate allo sport, dedica ampio spazio a Napoli-Sassuolo e, soprattutto, al ritorno al San Paolo dell'ex capitano azzurro Paolo Cannavaro. E' la partita che non avrebbe mai voluto giocare. Perchè al cuor non si comanda, e neanche alla fede calcistica. La vie del calcio (e della vita) sono però infinite e imprevedibili e così, invece di contare le presenze in azzurro esaudendo il desiderio di chiudere la carriera nel "suo" Napoli, Paolo Cannavaro conta le ore, con emozione, che lo dividono dal ritorno al San Paolo, il primo, da avversario. Ora l'impatto con la sua città, quelle scalette che ha percorso tante volte stavolta lo condurranno a giocare contro gli amici Gargano, Hamsik, Maggio e Inler.
In tribuna ci saranno i manager, Enrico e Gaetano Fedele, la moglie Cristina e gli amici di sempre, gli stessi che il 4 febbraio 2012 gli fecero una festa a sorpresa a Villa Caracciolo dopo l' addio al Napoli. Non ci saranno invece i genitori, Pasquale e Gelsomina, che vedranno la gara nel locale di Paolo a Pompei, il Kobe. Negli occhi azzurri di Paolo, è ancora indelebile il primo ricordo, l'esordio con il Napoli del 6 giugno 1999, a 17 anni: penultima giornata di serie B, Montefusco lo inserì al posto di Pesaresi. Sette giorni dopo anche il debutto al San Paolo, luogo per lui prima di mille domeniche in curvada ragazzino e poi di tante vicende a bordocampo, da raccattapalle, come quella volta che ritardò la consegna del pallone facendo infuriare Pagliuca. Perchè Paolo ha sempre gioca tonel Napoli: trafila nelle giovanili, prime panchine con la prima squadra, esordio e poi il passaggio al Parma nell' estate del '99, perchè il club ha bisogno di fare cassa. Poi, il 6 giugno 2006 il sogno si avvera: il Napoli di De Laurentiis e Marino è in B ma lo richiamano all' ovile, lui rinuncia alle offerte più ricche di Fiorentina, Palermo e Sampdoria. E' l' inizio di un amore, durato otto stagioni, 278 presenze (il sesto di sempre nella storia del Napoli, prima di Gramaglia e dopo Ferrara) e nove reti. Le curve A e B gli stanno preparando striscioni e splendidi omaggi, dal resto dal San Paolo ci si aspetta un applauso scrosciante, per quello che ha dato e soprattutto per l' uomo che è: vero, sincero, orgoglioso di essere napoletano. Per lui Napoli è una seconda pelle e non a caso ha tre tatuaggi in tema: la data della promozione in A, quella della vittoria della Coppa Italia e il numero di presenze in azzurro. Perchè per lui Napoli è un ritratto sulla pelle.







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