GAZZETTA - Mancini ha in mente un'Italia simile al Napoli di Sarri: scusate il ritardo...

L'edizione odierna della Gazzetta dello Sport ha analizzato quanto è accaduto nel corso della partita tra l'Italia e gli USA.
"Questa Nazionale ora ha un'anima". Questo è il titolo di Sebastiano Vernazza sulle pagine della Gazzetta dello Sport oggi in edicola. Questa nuova Nazionale ha un’anima, resta attaccata alle partite e non le molla finché non è finita. Le ultime due reti le ha segnate quando noi infedeli non ci credevamo più, con Biraghi al 92’ in Polonia e con Politano al 94’ in Belgio, ieri sera contro gli Usa. La tempra c’è. I risultati sono ritornati a sorriderci. Il gioco è vanitoso, ma cattura la vista. La difesa difende come ai tempi belli, però con altri e più moderni metodi. Abbiamo un unico grande problema, il gol: segniamo a intervalli mensili.
Dieci anni dopo il Barcellona di Guardiola campione di Champions e la Spagna campione d’Europa, l’Italia si è convertita al tiqui-taca. Ieri sera il possesso palla degli azzurri è stato bulgaro, anzi sarriano: 73,4 per cento. L’ultimo Napoli di Sarri giocava senza un centravanti di ruolo, davanti schierava la fanteria cinese, il trio del virtuosismo, Callejon-Mertens-Insigne. Mancini ha in mente qualcosa di simile. Lasagna prima punta titolare a Genk ha rappresentato un’eccezione: chissà se lo rivedremo in azzurro, l’attaccante dell’Udinese. Ci vorrebbe un centravanti di ruolo e con senso del gol, ma anche no. La nuova Italia sembra un vecchio film di Troisi, «Scusate il ritardo». Scusate se ci abbiamo messo un po’ a svestire i panni dell’Italia cinica e catenacciara.







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