GAZZETTA - Juventus, senza Champions sarebbe un disastro da 200 milioni

Juventus e Milan rischiano seriamente di non partecipare alla prossima edizione della Champions League. E i conti dei due club piangono.
L'edizione odierna della Gazzetta dello Sport fa i conti in tasca a Juventus e Milan: cosa significherebbe per i due club dover rinunciare alla Champions? Dal 2012-13, stagione successiva al primo scudetto, a oggi i bianconeri hanno incassato circa 720 milioni di premi Uefa. Aggiungendo gli incassi al botteghino delle partite di coppa (circa 70 milioni), si arriva a quota 790 milioni su un totale di 3,3 miliardi di ricavi, al netto del trading. Ciò significa che la Champions pesa un quarto del fatturato operativo, con i premi Uefa a incidere mediamente per 80 milioni sul bilancio.
Dopo il deficit di 90 milioni del 2019-20, questa stagione potrebbe chiudersi con un rosso di almeno di 200 a meno di non realizzare plusvalenze a giugno e ulteriori spalmature degli stipendi. Perdite che in prospettiva tenderanno a erodere il patrimonio netto e a bruciare il tesoretto dell’ultimo aumento di capitale da 300 milioni. L’unico modo per colmare il buco sarebbe liberarsi di Ronaldo, che pesa 87 milioni tra stipendio e ammortamento. La situazione del Milan è diversa. Da tempo ha avviato una politica improntata sui giovani, per ridurre le spese e costruire un progetto duraturo. Ma senza la Champions il piano di Elliot si complicherebbe. Il fondo ha rilevato il club nel 2018 a un prezzo favorevole (i 180 milioni non rimborsati da Li Yonghong) ma poi ha iniettato massicce risorse nelle casse per ripianare le perdite di gestione che, nonostante il ridimensionamento dei costi, continuano a essere rilevanti. Fino allo scorso ottobre i versamenti in conto capitale ammontavano a 526 milioni: aggiungendo i 180 di prestito all’ex proprietario, l’esposizione del fondo d’investimento sull’operazione rossonera era di circa 700 milioni (nel frattempo aumentata per le ulteriori iniezioni di equity). Se tardasse il ritorno in Champions, tarderebbero anche il riequilibrio contabile e lo sviluppo dell’azienda Milan. Dal punto di vista finanziario il club avrebbe comunque margini di manovra, visto che l’indebitamento netto è di "soli" 104 milioni. Tuttavia, ci sarebbero due conseguenze per Elliott: dover continuare a investire e spingere ancora più in là l’appuntamento con la valorizzazione dell’asset.








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