GAZZETTA - Insigne e Bernardeschi super, ma l'Italia ha trovato un altro grande giocatore

Quella andata in scena al Franchi tra Fiorentina e Napoli è stata una delle partite più belle della stagione. Toscani e campani hanno infatti giocato una grande gara, anche se ci sono stati troppi errori da entrambe le parti.
Quella andata in scena al Franchi tra Fiorentina e Napoli è stata una delle partite più belle della stagione. Toscani e campani hanno infatti giocato una grande gara, anche se ci sono stati troppi errori da entrambe le parti. I due punti persi dalla compagine di Sarri, tuttavia, e il -7 dalla Juve che rende lo scudetto per il Napoli tanto complicato, quasi impossibile. Rivediamoci la perla di Insigne e le prodezze di Bernardeschi-Brunelleschi, con un'avvertenza: la deflagrazione di "Berna" rischia di oscurare un'altra superba prestazione, quella di Federico Chiesa, figlio d'arte, a naso meno bomber di papà Enrico, ma più potente e universale, in una parola più moderno. Un altro grande giocatore per il calcio italiano. Aria di Rinascimento nel nostro calcio, l'ottimismo del c.t. Giampiero Ventura è fondato. Paulo Sousa in partenza ha optato per l'aggressione alta, contro il Napoli che della pressione sugli avversari fa una ragione di gioco. La ricetta del pan per focaccia, volgarmente parlando. In linea di principio il ragionamento era e resta corretto, e il calcio omeopatico del portoghese per un po' ha avuto il suo perchè, sebbene fosse chiara la superiorità del Napoli, col suo palleggio fitto di triangoli palla a terra e rassomigliante qua e là al Barcellona "guardiolesco". Il gioco del pallone rimane però uno sport di abilità e a smuovere il teatro delle mosse e contromosse tattiche degli scacchisti in panchina ha provveduto Lorenzo Insigne, con gol degno della bellezza artistica di Firenze. Destro capolavoro da circa 30 metri, diversamente alla Del Piero, perchè "girante" in maniera differente. Un mix, dato che la traiettoria ha qualcosa anche della "maledetta" di Pirlo. Colpo pensato, voluto, realizzato. Con difetto incorporato, come ogni opera che si rispetti: Insigne è partito da posizione di fuorigioco e il guardalinee Vuoto – nomen omen: vuoto di visione? – non se ne è accorto. Rete altamente simbolica, Insigne ha tirato a pochi metri di distanza dal punto in cui si era infortunato in modo grave due anni fa qui al Franchi.







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