Disastro Italia, le 12 considerazioni di Corbo
Antonio Corbo, nel suo editoriale per Repubblica, ha attentamente analizzato il momento del calcio italiano alla luce della mancata partecipazione ai Mondiali.

L'Italia non si è qualificata ai Mondiali, uno smacco enorme per il calcio nostrano. Antonio Corbo nel suo editoriale per Repubblica ha individuato 12 considerazioni che fanno molto riflettere sullo stato di salute del movimento calcistico italiano. "Proviamo a rientrare nel mondo, cercando di capire e spiegare una sconfitta nel calcio, una sconfitta che non può sconvolgere nessuno, tanto era annunciata", ha scritto il giornalista che ha elencato i punto sottostanti.
1) La Nazionale non va in Qatar solo per aver peso con la Macedonia del Nord, numero 67 nel ranking mondiale. Ma per non aver vinto il girone di qualificazione con squadre non irresistibili: Bulgaria, Lituania, Irlanda del Nord, Svizzera. Con la Macedonia del Nord è stata offerta la possibilità di essere ripescata con un play-off a 4: le altre sono Portogallo e Turchia. Tocca ora a Portogallo che ha sconfitto la Turchia giocarsi l’ultimo posto per il Qatar con la Macedonia. Si è concluso a Palermo quindi il mesto declino della Nazionale solo otto mesi fa campione d’Europa. Una crisi però che viene da lontano.
2) Arrivato sul ciglio del burrone, Mancini doveva battere una dopo l’altra due avversarie: Macedonia del Nord e Portogallo. Si è fermato subito. Perché non aveva più la squadra del trionfo europeo. Il portiere Donnarumma stravolto dal mercato: scaricato dal Milan che gli negava i richiesti 12 milioni di ingaggio, liquidato con l’ultimatum “sette milioni o ciao”, è finito a quegli spendaccioni del Qatar (Paris Saint German) che non sempre lo fanno giocare. Il gol subìto al 92 non era imparabile, un diagonale da 20 metri a palla scoperta sul secondo palo.
3) Mancini è rimasto senza la coppia centrale di difesa, Bonucci-Chiellini, e senza Chiesa, infortunato anche l’invincibile scattista esterno che ha risolto partite complicate.
4) Se è vero che vince chi segna, la Nazionale è senza bomber. Ha ritrovato il solito Immobile, statuario goleador nella Lazio e in Nazionale appena una colonna di fumo nel vento.
5) Si è infortunato anche Scamacca, il puntiglioso attaccante di ricambio del Sassuolo.
6) Mancini non poteva che confermare i resti della Nazionale campione d’Europa. Per gratitudine, per calcolo perché altrimenti sarebbe stato subissato di critiche se avesse rivoluzionato la squadra, per mancanze di valide alternative.
7) Ha dovuto schierare i pochi che gli sono rimasti del campionato europeo vinto, ma in condizioni precarie. Insigne e Barella, nell’ordine, sono stati i primi ad essere sostituiti. I due giocatori più deludenti sono gli stessi che stanno giocando peggio nei loro club, Napoli e Inter.
8) Con un attacco di fantasmi, la Nazionale ha schierato anche giocatori sovrastati dall’incubo di sbagliare. Nessuno che azzardasse un dribbling, tutti passavano banalmente la palla al compagno più vicino e dietro.
9) Su Insigne ha pesato anche la tormentata trattativa per il rinnovo del contratto. Il Napoli ha ritenuto di non allungare il rapporto a prezzi più alti e Insigne per guadagnare di più si è rassegnato ad un malinconico tramonto da migrante in Canada. Se non vince lo scudetto, conclude nel rimpianto una carriera di continui chiaroscuri. Lui, il napoletanino delle ultime favole.
10) La Nazionale è lo specchio del paese, si è saldato alla poltrona il presidente Gabriele Gravina. Non ha avuto la forza di difendere la Nazionale garantendo spazi per stage a Mancini, adesso fa di Mancini una scialuppa per non affondare. Come può garantirgli per la ripartenza, gli spazi e l’indipendenza dai club possessivi e litigiosi?
11) Il segreto del trionfo europeo fu per Mancini preparare in un lungo ritiro la Nazionale come un club, riunendo i giocatori in una identità tattica ed una coesione morale mai più ricostruite.
12) La Federazione non può sottrarsi alle sue responsabilità se non ha la forza di attuare riforme. Non può tollerare una Lega che arde di interessi contrapposti, tollerare i vivai che importano da altri paesi e tesserano solo2 italiani su 3, accettare lo strapotere di spregiudicati mediatori che hanno trame inique. Piazzare in Italia stranieri decotti e portar via talenti verdi come Donnarumma fino a svilire un gigante sul più innocente diagonale da 20 metri.
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