Di Lorenzo tuttofare, ora è di nuovo leader. In estate rifiutate Inter e Juve
Il difensore del Napoli, Giovanni Di Lorenzo, sta disputando una grande stagione come ricorda l'edizione odierna de Il Mattino.

Giovanni Di Lorenzo sta disputando una grande stagione. Dai fischi di quel Napoli-Lecce, ultima gara dello scorso torneo, al primo gol della nuova «era» targata Conte con il Bologna, alla rete a Cagliari, al sigillo vittoria proprio con i salentini fino all’assist vincente con la Roma di Ranieri di domenica scorsa.
In appena tredici giornate di campionato, come ricorda Il Mattino, è riuscito ad eguagliare l’ultimo record personale (tre gol, ndr) della grande bellezza targata Spalletti che ha portato in dote il terzo scudetto. Il comune denominatore è sempre lo stesso: Giovanni Di Lorenzo. Il capitano, l’anima, il motore del Napoli. Il giocatore che, primo fra tutti, Antonio Conte ha etichettato come insostituibile nonostante i «mal di pancia» di questa estate e l’espressa volontà manifestata tramite il suo agente (Mario Giuffredi) di cambiare aria, lasciare Napoli ed accettare magari la corte di qualche club del nord (Juve e Inter si erano mosse e messe in fila). È cambiato il vento, invece.
Conte ha parlato con il suo capitano, De Laurentiis ha fatto il resto e si è suggellato un patto di ferro che sta dando i suoi frutti. C’è di più. C’è anche e soprattutto la mano dell’allenatore nella nuova primavera del capitano sul terreno di gioco. Giovanni ha rispettato le consegne, cambiato il suo modo di giocare ed anche di stare in campo, gestendo per certi aspetti anche meglio la sua gamba fino ad essere letale sotto porta. Il tutto partendo dalle retrovie, dosando sapientemente il piede sull’acceleratore e trovandosi con una frequenza impressionante negli ultimi sedici metri avversari.
Non più gli soltanto gli «strappi» esclusivamente sulla corsia di destra, ma gli inserimenti, le solite sovrapposizioni ed i tagli per vie centrali che hanno già portato in dote un bel bottino (tra gol ed assist) oltre a garantire una buona copertura in fase difensiva (ottima l’intesa con Rrahmani e Buongiorno). E se il suo primo gol - che è coinciso anche con la prima rete del Napoli - poteva sembrare ai meno attenti solo una casualità ci ha pensato tutto il resto a far capire che invece era tutto studiato a tavolino da uno stratega come Conte che vuole il suo cursore di fascia sempre nel vivo dell’azione. E questo a prescindere dall’atteggiamento tattico. Tutto si è consumato sia quando Conte aveva varato la difesa a tre (a inizio stagione), cucendo per il suo capitano il vestito di braccetto destro con licenza di offendere; sia quando si è tornati a quattro, lasciando le briglie sciolte a Di Lorenzo con le specifiche coordinate di inserirsi sistematicamente in fase offensiva. Detto, fatto. Non solo. La duttilità tattica è stata un valore aggiunto per il giocatore anche in Nazionale dove ha ritrovato Spalletti che - paradossalmente - ha cambiato pelle agli azzurri giocando a «tre». Poco importa. Il 31enne difensore di fascia ha risposto presente, confermando il suo magic moment. E se c’è un dio del calcio che lancia dei segnali premonitori, il fatto che Giovanni abbia segnato la sua prima doppietta in Nazionale ad Udine dove il Napoli si era laureato campione d’Italia può essere interpretato come un buon auspicio. Dall’inizio alla fine, anzi no: il viaggio è appena cominciato e c’è sempre il capitano sulla tolda della nave azzurra...
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Genoa | 33 |
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Cremonese | 27 |
Lecce | 27 |
Verona | 18 |
Pisa | 18 |









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