Criscitiello: "Napoli cotto e con il fiatone. Scudetto? Meglio non vincere a Udine"

Il direttore di Sportitalia, Michele Criscitiello, ha commentato in un editoriale il pareggio del Napoli contro la Salernitana che ha rimandato la festa scudetto.
Nel classico editoriale tra le pagine di Sportitalia.com, Michele Criscitiello è andato controcorrente sulla festa scudetto rimandata per il Napoli: "Resto del mio pensiero: il Napoli ha dominato, stradominato, il campionato e ha vinto senza battere ciglio. Però, dopo la pausa Nazionali, la squadra di Spalletti è arrivata scarica al gran finale. Che poi tanto "gran" non lo è perché gli azzurri sono stati talmente bravi che hanno chiuso i giochi già in inverno. Tra campionato e Champions, il Napoli è arrivato cotto, col fiatone e squadra leggermente sulle gambe. Si è notato, soprattutto, nelle due partite con il Milan".
"Colpo di coda, a Torino, con la Juve ma per il resto squadra spenta e giustamente con meno motivazioni per aver vinto per distacco. Ieri, però, le motivazioni c'erano e bisognava vincere nel derby con la Salernitana. Adesso, negli archivi della storia, non avremo un terzo scudetto con il San Paolo Maradona in festa ma una città invasa da tifosi e bandiere. Non è la stessa cosa. Ieri la vittoria contava eccome" ha aggiunto il direttore dell'emittente televisiva.
"Non aver festeggiato allo stadio cambia molto, non la sostanza ma l'immagine. E nel 2023 tutti vivono soprattuto di immagine; la sostanza viene dopo. Il Napoli lo scudetto lo ha vinto e stravinto, però, tra 1-10-30-50 anni non avremo immagini stupende di uno stadio strapieno. Immaginate che festa a Fuorigrotta. Abbiamo aspettato 33 anni e, purtroppo, non vedremo quella festa" ha continuato Criscitiello.
"Mi verrebbe da dire che se ci fossero le condizioni, Lazio permettendo, quasi converrebbe non vincere a Udine pur di regalarci quella gioia immensa a Napoli. Non diciamolo altrimenti ci dicono che siamo antisportivi e che in campo si va sempre per vincere. Lo sappiamo e sarà così ma volevamo dare solo più forza al concetto che un conto è fare la festa in campo e un altro è farla ad Udine; sperando di non farla nell'albergo di Udine. Sai che noia" ha concluso il giornalista sportivo.






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