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CORSERA - I ladri non volevano solo il Rolex di Insigne, ma addirittura...


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Pubblicato nella sezione Rassegna stampa
CORSERA - I ladri non volevano solo il Rolex di Insigne, ma addirittura...

Gli autori della rapina a Insigne, secondo quanto riporta il Corriere della Sera, non sono dei balordi. Su questo ci si può scommette. E non solo perchè un colpo del genere implica una certa "professionalità".


Gli autori della rapina a Insigne, secondo quanto riporta il Corriere della Sera, non sono dei balordi. Su questo ci si può scommette. E non solo perchè un colpo del genere implica una certa "professionalità", il che vuol dire seguire la vittima, aspettare il momento giusto per agire, calcolare i rischi della fuga e cose del genere. Ma anche, e soprattutto, perchè il beniamino del Napoli, l'unico che parla in dialetto in una squadra di stranieri, è fin troppo noto in città per non ipotizzare che chi lo ha preso di mira sapesse benissimo cosa sarebbe successo dopo: e cioè la caccia all'uomo da parte di polizia e carabinieri, la stretta repressiva, i ricettatori e gli informatori messi sotto torchio e tutto quello che la camorra proprio non desidera. Se ne può dedurre che con molta probabilità la rapina sia stata commissionata per ottenere molto più del Rolex e dei braccialetti con diamanti della moglie del calciatore. Qualcosa che ora è difficile sapere. Ma che dal punto di vista dei boss, potrebbe valere, in prospettiva, molto più degli alti costi immediati. Magari - perchè no? - addirittura la ritirata dell'esercito da quartieri come Forcella o la Sanità, dove la presenza delle divise, da alcune settimane a questa parte, di sicuro non gioca a vantaggio degli affari delle bande. Se non riescono a evitare rapine come queste, a cosa servono i militari, i pattugliamenti e i posti di blocco? Il ragionamento è fin troppo facile, come si vede. E non a caso sui social qualcuno lo sta già facendo. Ma questa è solo un'ipotesi tra le tante. Che dietro rapine così clamorose ci sia invece sempre dell'altro lo confermano i molti precedenti. Negli anni passati - dal 2011 in poi - al termine di una lunga catena di aggressioni ai danni di Cavani, Hamsik, Lavezzi e altri campioni, fu proprio uno di loro, Behrami, a spiegare l'arcano durante il processo ai rapinatori. Venne fuori che il vero obiettivo era punire i giocatori perchè si rifiutavano di partecipare alle feste organizzate dalla camorra. Ci sono ora nuovi ricatti in corso? Si vedrà.


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