Corbo: "Spalletti un solo punto in più di Gattuso. Nel Napoli ci sono due lampade fulminate"
Il giornalista ha commentato per Repubblica l'ennesimo passo falso casalingo della stagione dei partenopei.

Dopo il pareggio contro la Roma si allontana il treno Scudetto per il Napoli. Ne parla Antonio Corbo nel suo consueto editoriale per Repubblica. "Nelle lacrime di Insigne c'è la fine di un sogno che forse era solo suo. Il Napoli non ha mai creduto di vincere lo scudetto. Mai era stato così facile conquistarlo: neanche le otto vittorie nelle prime otto gare avevano reso credibile la conquista del terzo titolo, proprio la Roma con il pareggio del 24 ottobre lo aveva brutalmente posto davanti ad un dilemma. Ci sei o no? Evidentemente no, perché la squadra in autunno rallenta, fatalmente condizionata da traumi di gioco e infortuni muscolari, innegabili certo, ma frequenti e numerosi anche per altre".
Poi aggiunge: "La discontinuità tradisce l'immaturità di una squadra senza un solo giocatore che abbia vinto lo scudetto. Vi è riuscito Spalletti, ma con lo Zenit di San Pietroburgo. Un limite è anche il divario tra fuori e dentro: 37 punti in16 gare esterne, solo 30 in 17 interne. Si è mai capito perché? Sorprendente un altro dato: dopo 33 partite il Napoli ha 67 punti, solo uno più di Gattuso l'anno scorso nello stesso parziale. La prova ulteriore di quanto sia più morbido questo campionato: il Milan capolista viaggia alla media punti di 2,151. L'Inter 2021 è stata campione la capolista con 91 punti, media 2,394. Se non questo, qual era il campionato del sogno?".
Poi la critica a due giocatori in particolare: "Dopo il rigore iniziale Insigne esulta mostrando lo stemma sulla maglia con fanciullesco orgoglio napoletano prossimo migrante. Una gara di grande impegno. Ma il pareggio segna il crollo della ripresa. L'infortunio di Lobotka fa cadere in errore Spalletti che rimette Fabian Ruiz al centro, a sinistra Zielinski. Due che brillano quest'anno come due lampade fulminate. Il sovraccarico al centro fa scoppiare anche Anguissa. Spalletti se ne accorge e si precipita a chiamare Demme. Ci si mette anche l'esclusione di Osimhen: ingabbiato e slegato dalla squadra nel primo tempo con gli ottimi esterni Lozano e Insigne, esce proprio quando indovina negli spazi i suoi classici strappi. Il monumentale Koulibaly e l'eccellente Mario Rui provano a difendere una squadra che lascia solo Milan e Inter a lottare. Per un sogno che fa ora piangere l'unico napoletano del Napoli".
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