Corbo: "Qualcuno racconti a De Laurentiis che qui è passato Diego"

Il noto giornalista Antonio Corbo nel suo editoriale per Repubblicaha analizzato l'attuale momento del Napoli.
Il noto giornalista Antonio Corbo nel suo editoriale per Repubblicaha analizzato l'attuale momento del Napoli. "La stagione comincia giovedì con il Bruges. Seguono tre partite in una decina di giorni. Svanita la sindrome Empoli, si spera cominci davvero la stagione. Sarri e la società ricordino di essere il Napoli, un club che solo un giro di vento fa giocava in Champions. L'accorato finale non cancella gli affanni iniziali, con il dominio dell'Empoli. Nè lo splendido gol di Insigne, l'urlo del campione ribelle che rimette il Napoli in corsa, fa dimenticare i capogiri da mal di mare, gli squilibri, le anomalie. Sarri crede molto in Hysaj, lo schiera a sinistra perchè garantisca copertura ad Hamsik. Ma il giovane albanese già fatica a tamponare Pucciarelli, già stenta su quella fascia essendo destro. Sarà il primo a chiedersi perchè tocchi a lui quel posto, perchè un mediano abbia bisogno di protezione piuttosto che darla, perchè restino in panchina i due mancini: Ghoulam, l'uomo mercato che ha segnato un gran gol con la sua Algeria all'Esotho, e un affidabile Strinic. Hysaj può spostarsi a destra, dove Maggio è solo un fulmine tenue di 33 anni, premiato da ingaggio triennale. L'altro squilibrio è a centrocampo: Valdifiori ora non vale il chiacchierato Jorginho, soffre il contrasto, ed è falciato dai crampi dopo soli 57'. Il terzetto non fila: Valdifiori balbetta dinanzi a Saponara, che dà invece spessore alla cordata di sinistra con Mario Rui, Croce, Maccarone. Lì crollano due argini: Maggio e Allan, che contrasta bene, ma porta troppo palla, si inserisce con audacia segnando il pari con gesto tecnico perfetto. Hamsik, poi. Raffinato ma ondivago, il solito faro intermittente.
Insigne è mattatore, dietro le due punte. Corre per 20, fino a fermarsi. Reggerà per un anno? Il suo ruolo è a sinistra, non rifinitore. Come con la Samp. Ma ci risiamo con il 4-3-1-2, con Gabbiadini che va a sprazzi accanto a Higuain. Il Napoli suo malgrado migliora passando al più saggio 4-3-3 che include Callejon, ieri demotivato, e restituisce l'ampiezza del biennio spagnolo. Sarri ormai impone il suo modulo, senza salvare l'unico tesoro lasciato da Benitez. Doveva salvare l'attacco e correggere la difesa. Non ha avuto gli acquisti che chiedeva, giusto. De Laurentiis, Chiavelli e Giuntoli lo hanno tradito al mercato, vero. Ma è anche testardo. Non cambia l'impianto d'attacco. Se gli affidano la Gioconda, comincia a stravolgerne il sorriso? Il dolciastro finale è un perfido inganno. La partita si chiude con il Napoli che schiaccia gli avversari, ne vede crollare alcuni esausti. E sfiora la vittoria dopo aver rischiato la più penosa delle sconfitte. Sarri capta segnali di crescita, giusto che se lo dica lui. Ma le cifre danno un giudizio duro: 5 gol per avere dopo tre gare appena due punti. Media: 0.66. La memoria offre poi un confronto negativo: i primi 50' con la Samp furono di superiore qualità, anzi brillanti, ieri c'è stato un cupo regresso nel gioco. Altra riflessione: meglio uscire dalle suggestioni di uno strano mito, l'Empoli era ed è una modesta squadra da salvezza, non l'accademia del calcio nel pianeta, sestultima l'anno scorso ed ora con un solo punto in classifica. Non solo, Saponara è un talento ma non accende ancora d'invidia Messi. Qualcuno racconti a Sarri e De Laurentiis che qui è passato Diego".







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