Corbo: "Manca il coraggio di dire la verità su Insigne! Ancelotti voleva James, vi racconto tutto"

Antonio Corbo nel suo editoriale per la rubrica "Il Graffio" su Repubblica ha cercato di fare luce sul caso relativo a Lorenzo Insigne.
Il Napoli non è andato oltre il pareggio contro il Genk. Antonio Corbo nel suo editoriale per la rubrica "Il Graffio" su Repubblica ha così commentato: "Può essere una fortuna il mistero Insigne. Fu proprio Ancelotti a dire domenica scorsa che avrebbe giocato con il Genk. Ieri è salito dalla panchina alla tribuna in una vigilia con troppe ombre. L’allenatore più prestigioso della serie A, per quel vagone di trofei che si porta dietro, si è esibito in una acrobatica versione per non spiegare che cosa davvero accada. Insigne, questa la tesi offerta, è apparso «poco brillante in allenamento». È stato quindi lasciato a riposo perché potesse rientrare più fresco domenica prossima a Torino. Inutile osservare che un giocatore fuori forma ieri, potrebbe esserlo anche fra quattro giorni; che sarebbe stato meglio evitargli lo stress del viaggio in Belgio, garantendogli il riposo in famiglia; che salire in tribuna se manca l’ascensore è più sfibrante che rimanere a bordo campo".
"Non convince la versione, né il Napoli. Insigne è ormai un caso che scoppia ora, ma fu aperto il Primo Maggio. Quando nel salone panoramico di casa Ancelotti l’astutissimo agente Mino Raiola ammise che al momento non c’erano offerte di grandi squadra e grosse cifre per Insigne, che a lui si era consegnato evidentemente per progredire in carriera. Aveva già un ricco contratto e con lunga scadenza: perché preferire un procuratore che ovunque vada ha l’effetto di una tromba d’aria? Fu concordata una graziosa sintesi: Insigne è e resta il capitano. Raiola intanto continuava ad offrirlo, trovando pure il tempo di vendere al Napoli Lozano e Manolas. Quanti soldi, bravo. Ancelotti aveva in mente un altro Napoli. Non è venuto James Rodriguez, non se n’è andato Insigne. Il Napoli ha tentato di spostarlo al centro. Con il ripristino del 4-4-2, Insigne si è dovuto adattare come quarto mediano a sinistra, ruolo che richiede una copertura in verticale di 60 metri almeno. Il suo ruolo è terzo attaccante nel 4-3-3, inutile domandarlo a Zeman. Magari nel 4-2-3-1, modulo rimosso presto per evidenti squilibri difensivi. La diplomazia nel calcio non crea soluzioni ma equivoci: sono in crisi un talento, un capitano e la sua squadra che a luglio spargeva promesse come incenso. La stessa che a Koulibaly, tre giorni dopo Mertens, sembra un guscio vuoto. Senza quei valori come aggressività, atletica esplosiva e tiri mirati fanno di un buon gruppo una grande squadra. Il tempo per esperimenti, dubbi, compromessi è finito. Preparazione severa, guida autoritaria, scelte chiare, e via così. Ricominciando da un deludente ma giusto quarto posto", ha riferito Corbo.







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