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Corbo: "L'ordine del ritiro punitivo è raro, ma prelude a drastiche separazioni"

Il giornalista nel suo consueto editoriale per Repubblica ha analizzato l'attuale momento di crisi della squadra partenopea.


RedazioneRedazioneTestata giornalistica

25/04/2022 10:28 - Rassegna stampa
Corbo: L'ordine del ritiro punitivo è raro, ma prelude a drastiche separazioni
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Il Napoli è caduto a Empoli. Antonio Corbo ne parla nel suo editoriale per Repubblica individuando le cause di questo brutto momento della squadra azzurra. "C’erano falle nascoste: sono apparse ieri con l’Empoli che non vinceva da dicembre, erano però evidenti nelle ultime due gare, appena un punto tra Fiorentina e Roma, ancora meglio si erano viste negli spareggi con Inter e Milan. Facile ricostruire il declino del Napoli, che si era presentato con 8 vittorie nelle prime 8, per poi tristemente rallentare sotto i colpi di Covid e infortuni muscolari, riprendersi poi mentre anche Milan e Inter perdevano punti, inchiodarsi infine ad una penosa realtà. Quella che deve riconoscere anche la società, finora in silenzio".

"Mica tanto in silenzio, se è vero che il presidente già martedì in un incontro riservato con Spalletti aveva confidato i suoi timori. Sui risultati, e non solo. Chiedeva spiegazioni sui troppi insulti ai muscoli, l’ultimo a Lobotka. Non poteva De Laurentiis far finta di nulla se anche i giornali segnalavano cambi tardivi, errori di scelte come gli inutili margini finali a Mertens, la precoce sostituzione di Osimhen che fece dilagare la Roma n3el suo assalto finale. Delicata la decisione del presidente di mandare tutti in ritiro da domani per gli scenari che apre. Considera ancora Spalletti l'allenatore l'ideale?".


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"De Laurentiis, a volte emotivo, a volte eccessivo, aveva definito Spalletti il 10 dicembre “il migliore degli allenatori che io abbia mai avuto”. Ora che si raccolgono indiscrezioni sui suoi malumori, si pensa che abbia esagerato quel giorno. Ma forse c’era un motivo. Era già apparsa la crisi nelle sconfitte con Inter (12 novembre), Spartak Mosca (24 novembre) e Atalanta (4 dicembre). Ancora peggio la successiva: proprio con l’Empoli in casa due giorni dopo gli eclatanti elogi. L’ordine del ritiro punitivo è raro, ma prelude a drastiche separazioni. Accadde con Benitez, 11 aprile 2015, quando De Laurentis estese i suoi allarmi agli “stili di vita” della squadra. La replica il 5 novembre 2019 con la squadra ammutinata e l’esonero di Ancelotti. Questa volta i giocatori non sembrano sotto accusa, semmai sono parte lesa, se è vero che si discute anche di incidenti muscolari alla base di un bilancio mediocre", ha sottolineato Corbo.


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