Corbo: "Gattuso, vittoria e regole ferree. La crisi è iniziata a gennaio 2019. Vi racconto tutto"

Antonio Corbo nella sua consueta rubrica "Il Graffio" su Repubblica ha commentato il successo degli azzurri sul campo del Cagliari.
Il Napoli ha vinto a Cagliari per 1-0, rete decisiva di Dries Mertens. Antonio Corbo nella sua consueta rubrica "Il Graffio" su Repubblica ha commentato il successo degli azzurri: "Non bello ma solido, tozzo ma concreto. Prima di un gran gioco Gattuso dà al Napoli una sagoma. La sua. Per farlo risalire verso zone di classifica meno umilianti per la storia moderna del club, gli trasmette un po' del suo carattere. Impone una linea di confine. Basta errori e compromessi, il Napoli ora sa che per vincere deve accettare regole palesemente violate negli ultimi tempi. Dentro o fuori, quindi. Con la guida tecnica che si scinde dalla politica societaria. Sono due i testimonial del nuovo corso. Il primo è Mertens, 33 anni, ieri al gol numero 120, uno meno di Hamsik. Ad una azienda non conviene puntare su un tesserato alle ultime pagine del contratto. Non sale il suo valore di mercato: lo scugnizzo belga se andrà via, non lascerà un euro delle casse. Ma Mertens gioca, ha la carica euforizzante dell'allenatore, segna il gol della vittoria a Cagliari con un capolavoro di furbizia, tempo e tecnica. Uno stop improvviso e nel diametro corto si gira per infilare in torsione una palla micidiale, precisa nell'angolo come un colpo di racchetta. A fine partita Gattuso insiste. Dice che Mertens è così duttile da semplificare tutta la fase offensiva. Vuol segnare la discontinuità nel Napoli con una sola parola, la chiarezza. Dice quello che pensa. Non raccomanda Mertens alla società perché sono attività diverse: la sua e quella dei dirigenti che promettono o trattano il rinnovo dei contratti. Precisazione che rende più trasparenti e credibili le sue formazione. Le cambia senza retropensieri né sospetti".
Corbo prosegue: "L'altro giocatore che gli fa da spot è Allan. Gattuso lo lascia a casa risparmiandogli il viaggio a Cagliari. Se è stanco, si fermi pure. Con brutale franchezza rivela tutto. Non copre quello che diventa un altro spiacevole caso nella carriera di Allan, lo stesso che aveva smesso di infilare la tuta e allenarsi quando si sentiva già a Parigi nel Psg per una cifra che si sarebbe poi rivelata solo una utopia. Da allora il Napoli è sconvolto negli equilibri interni. Comincia in quel terribile gennaio 2019 la sindrome dell'altrove, un pensiero segreto e lacerante che porta i giocatori ad immaginarsi già in altre città, con altre maglie, in altri campionati. Si sono smarriti nella loro stessa fantasia, frenando il Napoli dalla gelida primavera di Ancelotti. Oggi Allan sa che deve seguire le regole: dentro o fuori. Neanche questo stop tiene alte le quotazioni di mercato di Allan fermo da oltre un anno sull'uscio del club. Sempre in dubbio, se chiamare prima un taxi per l'aeroporto o implorare una presenza all'allenatore di turno".







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