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Corbo: "De Laurentiis e la "clamorosa" novità, c'è un errore da evitare subito"


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Pubblicato nella sezione Rassegna stampa
Corbo: De Laurentiis e la clamorosa novità, c'è un errore da evitare subito

"Chi per una vita ha mangiato pane e formaggio, è di solito suscettibile, lunatico, bizzarro. Non ha alcuna difficoltà a far sparire dalla tavola caviale e champagne."


Il giornalista ed editorialista di Repubblica, Antonio Corbo, nel suo consueto "Graffio", ha analizzato il momento del club partenopeo e della squadra di Sarri tra analisi tecniche, societarie e mercato: "Momento cruciale per il Napoli. Primo in classifica, ma idee appannate. Per il mercato De Laurentiis ha promesso molto. Ora è altrettanto generoso di spiegazioni. Dire che ha dato mandato a Chiavelli e Giuntoli per comprare tre giocatori sarebbe una notizia clamorosa. Per la prima volta il presidente avrebbe delegato altri per una spesa di decine di milioni. Come se Putin affidasse ad Obama il ministero dell'Interno in Russia. I nomi: Maksimovic, Herrera e Kramer. Quindi: se non arrivano è colpa di Giuntoli e Chiavelli? Sapete tutti quanto sia De Laurentiis egocentrico nel suo lavoro. E per fortuna lo è. Ha avuto intuizioni geniali o solo fortunate, di sicuro felici. Sarri è una di queste. La più importante finora. Ma credo che siano da chiarire i rapporti. Ho consigliato a De Laurentiis di non insistere sul contratto blindato. Chi per una vita ha mangiato pane e formaggio, è di solito suscettibile, lunatico, bizzarro. Non ha alcuna difficoltà a far sparire dalla tavola caviale e champagne. E tornare al passato per orgoglio. Insisto nel consiglio. Con i tipi come Sarri meglio parlare occhi negli occhi che turbarlo con annunci indiretti. Il titolo del mio articolo su Repubblica () ha fatto discutere. Nell'interesse del Napoli e del presidente rilancio il tema. E riprendo per il Graffio l'articolo. Confermo la massima attenzione sul Napoli, il Graffio interverrà spesso sollecitando chiarezza. In questi giorni non si può sbagliare una virgola. La Juve fissa il traguardo, prevede il suo allenatore, Allegri. Calcola la media dei campioni d'inverno: il Napoli girato a 41, ed è la sua velocità più alta nell'era De Laurentiis. Fila a 2,15 punti a gara. Inter e Juve a 2,05, pari al secondo posto. Ma una guida ragionata preferisce gli juventini agli interisti, Allegri a Mancini, la formazione collaudata a quella da poco allestita. Più modeste le speranze per la Fiorentina che pure offre calcio di qualità. Il calendario del Napoli segna in rosso una città e due date. Doppia trasferta a Torino: la prima per lo spareggio con la Juve, 13 febbraio. L'altra l'8 maggio, appuntamento con il Torino. Quel giorno i campioni d'Italia attuali vanno a Verona: viaggio scomodo solo se l'Hellas è ancora in lotta per la salvezza. Osservando il profilo tecnico delle concorrenti, si arriva ad un paradosso. La squadra meglio attrezzata è quella virtualmente fuori dallo sprint: la Roma, con un allenatore delegittimato da mesi. Garcia ha resistito allo smacco: subì l'arrivo di Darcy Norman, nuovo preparatore atletico, proveniente dal Bayern di Monaco. Ma catena di infortuni e malumori interni sono stati fatali per il torvo francese quanto le interferenze della fidanzata romana. La Juve può essere distratta dalla difficile qualificazione in Champions e da eventuali voci su Allegri, atteso in Inghilterra. Sembra pronta a sostituirlo con Paulo Sousa. Tramite l'Empoli chiede informazioni anche su Sarri. Non vi sono altre insidie per la Juve, che ha ormai superato gli squilibri per la partenza di Pirlo, Vidal e Tevez. Punto di forza è la varietà del reparto offensivo: tranne Morata in bilico, decollano Dybala e Mandzukic, in quota Zaza e Cuadrado, un jolly che può essere ottimo esterno in un centrocampo a 5. L'esperienza dei quattro scudetti vinti non è invece un corollario per considerare la Juve imbattibile: può essere anche appagata, laddove il Napoli affonda nelle emozioni del trionfo. L'Inter annaspa. Non ha una idea di gioco, le difficoltà dell'attacco provocano spesso vittorie fragili, non si vince agilmente uno scudetto giocando sempre sul filo dell'1-0, basta un intoppo per pareggiare o perdere, come con il Sassuolo. L'Inter ha però fisicità, massima altezza e peso, è favorita sui terreni pesanti fino a marzo, ha organico vasto ed equilibrato, Mancini non ha dato una fisionomia tattica ma ha intelligenza ed inventiva per cambiare moduli in corsa. Come Lippi, inventa varianti tattiche risolutive. La Fiorentina ha grande gioco, già abituata da Montella a meccanismi ripetitivi ed ampi li ha persino migliorati con Sousa. Penalizzata in attacco: Rossi non ingrana, è quindi condizionata a Kalinic, caparbio croato come Mandzukic. Si avvale del conforto ambientale: l'entusiasmo di Firenze è alto ma non soffoca la squadra. Il Napoli ha dimostrato una insospettata saldezza nel gruppo con i suoi tre leader: Reina e Higuain danno autostima ad Hamsik, esemplare capitano, finalmente maturo, mai più schivo e pavido. Nessuno trema, squadra compatta. Le insidie per il Napoli possono arrivare dall'esterno: De Laurentiis accompagna la marcia trionfale con discrezione, ma tradisce incertezze sul mercato. Che a gennaio non è mai facile. Non giova ricordare che Sarri è vincolato da un contratto con clausole ferree. Non è un mercenario Sarri, massima attenzione quindi. Tipi così sono adorabili, ma spesso si rivelano suscettibili, lunatici, umorali. Il suo contratto è il primo da rinnovare. Strano che non sia stato ancora sistemato. Un grande dirigente si comporta così. De Laurentiis ha abbastanza esperienza per non cadere in errore. Suo il merito di averlo scelto, eviterà il rischio di perderlo.


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Luca Cirillo
Giornalista dal 2010, ha lavorato per Il Roma. Da vicedirettore ed inviato di giornali online, ha seguito il Napoli in giro per l'Europa. È autore e conduttore di programmi su Radio Amore e collabora con alcune riviste.
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