Corbo: "Ancelotti come Mancini. Nomi segreti sul mercato? Tre mosse per un Napoli vincente"

Vi proponiamo il consueto editoriale a firma di Antonio Corbo per il quotidiano La Repubblica: "
Vi proponiamo il consueto editoriale a firma di Antonio Corbo per il quotidiano La Repubblica: "De Laurentiis rinunciò a Sarri e al culto dell’estetica per Ancelotti. Vince chi sa vincere, avrà pensato il presidente. Ancelotti come Mancini, Lippi, Capello, Trapattoni: ha vinto ovunque. Ieri si leggevano gli elogi a Mancini e le ombre su Sarri, che ogni settimana sventa l’esonero nel Chelsea, dove ha un presidente ricco sfondato come il russo Abramovich, nessun limite di fatturato e acquisti, un pubblico ostile che chiede solo trofei. Il calcio è questo. Il Napoli è nel segno della modernità. Basta per cominciare, una base solida per costruire, ma non ancora tutto per vincere. Vale come progetto. Secondo posto a 15 punti dalla Juve, niente dalla Coppa Italia, fuori per un soffio dopo uno strepitoso girone dalla Champions, pronto alla sfida con l’Arsenal nei quarti di Europa League. Il bilancio di Ancelotti è buono".
Corbo ha aggiunto: "Il merito più alto è quello riconosciuto ieri dal presidente: mette sull’altare il giocatore, non il suo gioco. Dà spazio a tutti, non avendo schemi ripetitivi, mandati a memoria, di effetto spettacolare; ma una squadra fondata su creatività e turnover. Questo, ritiene De Laurentiis, consente di valutare chi è da Napoli e chi da cedere. Perché il progetto porti a grandi conquiste, va perfezionato. Meritano attenzione tre punti. 1) Cercare giovani di grande qualità. I nuovi Kean. Lodevole finora l’acquisto di Meret e Fabian Ruiz. Poi? A che punto siamo con Lozano, Barella, Chiesa, Tonali e gli altri nomi letti finora, o ce ne sono altri in segreto? 2) Su quali dei giocatori maturi è giusto far cassa? Insigne, Allan e Koulibaly sono le carte sul tavolo. Non vale solo cifra. Ogni mossa può essere da flop o da bingo. 3) La condizione atletica fa discutere. Non convince la teoria di Ancelotti sul modello Nba, con giocatori gestiti da medico e trainer personali. È un rischio delegare. Si presentarono i Nas anni fa per un massaggiatore clandestino a bordo il sabato sera. Proprio oggi si discute a Firenze sull’antidoping. Il Napoli è un esempio di correttezza. Da sperare siano tutti così. La regolarità del campionato dipende in futuro dagli arbitri come dai più sofisticati controlli".







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