Corbo: "ADL mostri a Kvara e a Di Lorenzo che il Napoli non è un mercato di capre"

Antonio Corbo, nel suo editoriale per il quotidiano La Repubblica, ha commentato i "casi" Di Lorenzo e Kvaratskhelia.
Khvicha Kvaratskhelia attraverso il suo entourage ha fatto chiaramente intendere di volere andare via. Poco prima era stato invece Giovanni Di Lorenzo, attraverso Mario Giuffredi, a chiedere di andare via. Antonio Corbo, su La Repubblica, scrive a tal riguardo: "Ci son voluti due comunicati per far sapere che 'i contratti si rispettano'. Ci si è messo poi Conte per impedire che Di Lorenzo vada alla Juve e Kvara si cerchi un altro club. Ancora prima dell’ allenatore sia il presidente, appena fuori dal suo eremo romano, ad istituire un codice etico. Non può essere alterata la gerarchia dei valori, mezzo milione conta meno di un esempio".
"Inutile ricorrere a Conte, il presidente sa e deve riprendere il ruolo dei primi 19 anni. Consideri sabbatico il ventesimo, quello del disastro. Tocca a lui far rispettare i contratti, prima con Di Lorenzo poi con Kvara. Le intemperanze del padre, Badri Kvaratskhelia e dell’agente, 'ce ne vogliamo andare', sono una preziosa opportunità perché il Napoli ripristini le regole. Gli aumenti sono meritati per Kvara, non dovuti. I grandi club li concedono come congruo atto di generosità, prima che arrivi un agente o un padre spavaldo a fare di un grande club un mercato di capre", ha aggiunto Corbo.






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