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Clamoroso TuttoJuve, dà del "pazzo" a De Laurentiis, poi attacca: "Il procuratore Pecoraro..."


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Pubblicato nella sezione Rassegna stampa
Clamoroso TuttoJuve, dà del pazzo a De Laurentiis, poi attacca: Il procuratore Pecoraro...

La redazione del portale vicino alle vicende di casa Juventus attacca duramente il presidente del Napoli per lo sfogo sugli arbitri.


La redazione di TuttoJuve.com apre l'home page del sito con un editoriale dedicato a De Laurentiis: "La notte dell'Olimpico ha lasciato alla Juventus la consapevolezza che in Italia il dominio, l'egemonia calcistica che continua ininterrotta da sette anni non si è ancora eclissata. Quarta Coppa Italia di fila messa in bacheca, settimo titolo nazionale nel mirino e la concreta possibilità di piazzare il quarto double consecutivo in patria, impresa mai riuscita prima a nessuno.


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Nel quadriennio targato Allegri, oltre ai successi nazionali, la squadra ha acquistato una rinnovata credibilità europea, con due finali di Champion's League conquistate e due eliminazioni, per così dire, “rocambolesche” contro Bayern Monaco e Real Madrid. Stabilmente nel G8 europeo del calcio, la Juventus è una sgradita ospite nelle urne di Nyon per qualunque squadra partecipi alla coppa dalle grandi orecchie. Non osiamo immaginare cosa si sarebbero inventati i detrattori se anche una sola delle due funeste finali, la Juventus, se la fosse portata a casa. Oggi assistiamo invece all'ennesimo, deplorevole, tentativo di delegittimazione di un lavoro frutto di programmazione scientifica e lavoro quotidiano.


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Ciò che fa rabbrividire maggiormente è che questi improvvidi tentativi non arrivino da stampa o addetti ai lavori “minori” ma da un presidente che guida la squadra che quest'anno ha conteso il titolo ai bianconeri. Le parole di De Laurentiis della giornata di ieri sono di una gravità inaudita, al limiti del deferimento, perchè senza insinuazioni parlano chiaramente di un “furto” ai suoi danni da parte della classe arbitrale. “Se manteniamo la distanza di sei punti dalla Juventus e ci sono stati rubati otto punti io dichiaro che lo scudetto è del Napoli. Qualcuno ci ha tolto lo scudetto a quel punto. Il mancato utilizzo del Var, il comportamento discutibile della classe arbitrale. Oppure vogliamo sempre dire le cose come non stanno, per paura? C'è questa collettività silente che permette che ci siano mafia, camorra, n'drangheta, sacra corona unita, è il paese più inquinato al mondo”.

Tralasciando la fattispecie costitutiva del reato di cui all'articolo 624 del codice penale (il furto, appunto), di cui dubitiamo che De Laurentiis conosca gli elementi costitutivi, queste parole al vetriolo meritano l'attenzione del procuratore federale Pecoraro. L'accostamento con le organizzazioni criminali è quantomeno inopportuno, la quantificazione degli otto punti sottratti in via presuntiva al Napoli, a dir poco “fantasiosa”.

Il “sistema” avrebbe permesso anche la rovinosa caduta della squadra di Sarri a Firenze o il pareggio nell'ultimo turno contro un Torino senza pretesa di classifica alcuna. Rincorrere logora, annusare il titolo per mesi per poi crollare sul più bello ti annichilisce, ti annienta. Non si può che spiegare in questa maniera il delirio mediatico di un personaggio del mondo del cinema, abituato forse ad altri palcoscenici, dove la dichiarazione altisonante serve a vendere qualche biglietto in più. Higuain non può più mettere piede a Napoli perchè gli è stato riversato addosso il fango della cessione più onerosa della storia del calcio nostrano. Cessione dalla quale il patron partenopeo ha incassato i 90 milioni che lui stesso aveva stabilito fossero un prezzo congruo per privarsi del Pipita.

Per fortuna nel calcio la possibilità di dimostrare la veridicità delle cose spetta al campo e più volte Higuain ha potuto servire la sua vendetta a suon di gol. É comprensibile anche il nervosismo di un presidente in rotta con il proprio (bravissimo) allenatore, allettato da proposte ricche e prestigiore. Che perderà Reina, leader dello spogliatoio e portiere di livello internazionale. Che vede la fine di un ciclo alle porte, con i giocatori più rappresentativi (Mertens, Callejon, Albiol, Hamsik) che hanno abbondantemente superato i trent'anni senza vincere titoli. Che ha visto sfumare il passaggio in un girone di Champions alla portata, e poi si è addirittura arresa al Lipsia in Europa League. Che in Coppa Italia è stata eliminata, in casa, al primo turno utile. Si può comprendere ma non si può accettare. Ritrovarsi a fine anno a commentare dichiarazioni simili, dopo l'ennesimo trofeo alzato al cielo, è avvilente ma necessario. E allora ci scusi Benatia, se non possiamo commentare la sua doppietta nella serata del suo personale riscatto.

Ci scusi Douglas Costa se non possiamo incensarlo come merita, dopo l'ennesima prestazione devastante. Ci scusi capitan Buffon, rottamato anzitempo da una nazione intera in favore di Donnarumma, apparso ancora acerbo ed imparagonabile al “vecchio” Gigi. Ci scusi Higuain, se nemmeno la sua esclusione nella finale fa discutere al cospetto di un risultato schiacciante.

Ci scusi Allegri, tacciato di non essere un esteta del pallone, ma vincente da quattro anni di fila e portatore di un palmares che lo colloca già nel gotha del calcio. Fino a quando si assisterà a questi teatrini ci sentiremo in dovere di difendere, di rivendicare, di aggrapparci ai successi ottenuti sul campo, spesso con netto anticipo ed ampio scarto, a dimostrazione di una concorrenza che non si avvicina, nemmeno nel migliore anno della sua storia, ai livelli dei bianconeri. Rincorrere logora. O ti porta alla pazzia. E la linea che separa questi due stati d'animo si sta assottigliando sempre più".


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