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Callejon tra delusione e voglia di rinnovo: "Non lo meritavo". Retroscena dopo il gesto dei tifosi


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Pubblicato nella sezione Rassegna stampa
Callejon tra delusione e voglia di rinnovo: Non lo meritavo. Retroscena dopo il gesto dei tifosi

Scuro in volto, è stato rincuorato dalla squadra negli spogliatoi. In suo soccorso era andato il compagno e amico Driesc Mertens.


Si è sentito toccare dentro. È come se avesse subito il tradimento dalla donna amata. Avrebbe voluto festeggiare diversamente la sua 300esima presenza con il Napoli. Ed, invece, Josè Maria Callejon ha dovuto subire l’onta più grande da quando gioca nel club partenopeo. Quel rifiuto della sua maglia lanciata nel settore ospiti è stato come una coltellata alle spalle inferta da un amico. Quello più caro. A colui il quale ha dato sempre tutto dall’estate 2013, da quando su invito di Benitez decise di lasciare il Real Madrid per sposare la causa azzurra. Mai una parola fuori luogo da parte di “Calleti”, pur essendo molto schivo, ha sempre aperto il cuore al popolo napoletano dando il massimo in ogni partita disputata. Ha dimostrato questo attaccamento anche quando incontrò per la prima volta l’Higuaìn juventino e rimase immobile mentre l’argentino lo abbracciava.


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LA DELUSIONE - È uscito dal campo amareggiato Callejon quando ha dovuto raccogliere da terra la maglia rigettata dagli Ultrà. Scuro in volto, è stato rincuorato dalla squadra negli spogliatoi. In suo soccorso era andato Mertens che aveva chiesto agli autori di quell’atto: «Ma perché?». Sicuramente il rifiuto era generale ma c’è andato di mezzo colui il quale non meritava tutto ciò. Rientrato a Napoli ha passato la domenica sera in famiglia e con alcuni amici. Ai quali ha confessato: «Non meritavo tutto ciò». La rabbia era ancora calda, anche in virtù del chiaro amore sempre evidenziato nei confronti della maglia, della squadra e della tifoseria. Non è mai venuto alle cronache per un imprevisto, anche nelle interviste è sempre stato molto attento a dire le cose. Nelle 300 gare ha sempre sudato la casacca che ha indossato sacrificando il suo ruolo a secondo delle scelte degli allenatori avuti. Con Ancelotti sta facendo il centrocampista esterno e qualche volta anche il regista. È l’arma in più in fase difensiva correndo su e giù per la fascia come se fosse un ragazzino. Sicuramente gli ultrà non ce l’avevano con lui singolarmente. È capitato che a regalare la maglia sia stato lui e per forza di cose, visto il clima di ostilità che c’è nell’ambiente nei confronti di De Laurentiis, ha pagato le spese. È finito anche lui nel calderone pur non meritandolo.


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VOGLIA DI RINNOVO - A prescindere da questo spiacevole episodio, Callejon non si impunterà e neanche chiederà di andare via. Anzi, aspetta una chiamata dalla società per allungare il suo contratto che scade a giugno 2020. Si trova benissimo in città, la moglie è ormai a suo agio e i figli si sentono napoletani. Avrà anche superato i trenta anni ma geneticamente è molto più piccolo. Non subisce l’età che passa a livello fisico e il fatto che sia difficile a trovare in giro per l’Europa un suo clone fa capire come Ancelotti debba insistere con De Laurentiis affinché venga confermato. Difficile ripartire l’anno prossimo senza avere in gruppo uno con le qualità dello spagnolo. Un calciatore che è molto tattico e non sbaglia mai una partita. Anche quando il resto della squadra non riesce a rendere al massimo. L’accaduto di domenica a Frosinone verrà dimenticato con il tempo. Callejon sa bene che la stragrande maggioranza dei napoletani lo ama e che condanna quei pochi ultrà che hanno scelto di rifiutare la sua maglia.

Fonte: Salvatore Caiazza per Il Roma.


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