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Barcellona-Napoli, pagelle: bunker Koulibaly, Zielinski delizioso. Le insufficienze e l'allarme


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Pubblicato nella sezione Rassegna stampa
Barcellona-Napoli, pagelle: bunker Koulibaly, Zielinski delizioso. Le insufficienze e l'allarme

Promossi Meret, Di Lorenzo e Fabian Ruiz. Partita dai due volti per tanti calciatori come Juan Jesus, Anguissa e Insigne, e anche per mister Spalletti.


Barcellona e Napoli rimandano la qualificazione agli ottavi di Europa League allo stadio che porta il nome di Maradona, il grande ex di entrambe le squadre. 1-1 il finale al Camp Nou: in gol Zielinski nel primo tempo (29') e Ferran Torres nel secondo (59', su calcio di rigore). Un frazione a testa e sfida ancora apertissima. Tra una settimana il verdetto arriverà da Fuorigrotta. Un pareggio prezioso per i partenopei anche se i gol in trasferta non valgono più doppio in caso di numero uguale di reti (leggi qui). La Uefa, infatti, ha cancellato la vecchia regola. Andrà avanti, dunque, chi riuscirà a vincere. Con un pari al 90’ (1-1, 2-2, 3-3... non cambia nulla), si andrà ai supplementari ed eventualmente ai rigori.


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E’ stata una sfida intensa e godibile sul piano tattico. Nei primi 45' la squadra di Spalletti è riuscita ad infilare i propri aghi nei merletti barocchi degli uomini di Xavi. Ai padroni di casa non è bastato il fitto possesso, gli ospiti si sono confrontati a viso aperto senza snaturarsi. La mossa Juan Jesus terzino al posto di Mario Rui si è rivelata utile per contenere Adama Traorè. Deludente anche Aubameyang, nuovo acquisto in attacco. Sprecone, invece, Ferran Torres. Nemmeno Pedri e da Nico Gonzalez, in campo al posto del navigato Busquets, hanno fatto tremare gli azzurri che, al contrario, si sono dimostrati all’altezza dei 5000 tifosi giunti in Spagna. Dopo il primo tentativo di Osimhen, che ha trovato un attento Ter Stegen, è arrivato il vantaggio con Zielinski che prima ha testato i riflessi del portiere tedesco e poi lo ha impallinato sulla respinta.


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Nella seconda parte di gara, così come capitato con l’Inter, il Napoli si è abbassato troppo – come ha ammesso Koulibaly nel post gara – e il Barcellona ha preso via via campo e convinzione spinto dai 70mila tifosi di casa. L’episodio che ha definitivamente cambiato l’inerzia della partita poco prima del 60’: cross di Adama Traoré, pallone sfiorato dai polpastrelli di Juan Jesus e rigore per i catalani dopo che il Var ha richiamato l’arbitro romeno Kovacs al monitor. Dal dischetto Ferran Torres ha freddato Meret riscattando in parte la scialba prestazione. A quel punto Xavi ha provato a vincere inserendo Gavi, Busquets, Dest, De Jong e Dembelé. Quest’ultimo è stato fischiato dai suoi tifosi per la vicenda rinnovo, ma ha seminato comunque il panico. Bella, ma larga, una rovesciata di De Jong. Spalletti ha risposto con Ounas, Mertens, Demme, Malcuit e Mario Rui, chiudendo con 6 difensori e la testa sanguinante di Fabian Ruiz: pareggio difeso con i denti. Il solito Dries ha messo un po’ di paura ai locali nel finale. Le pagelle di Areanapoli.it.

Meret: 6,5. Lanciato nella mischia in uno stadio non proprio qualunque dopo tante partite viste dalla panchina, ha dimostrato di meritare la fiducia di Spalletti. Da rivedere le uscite e la gestione del pallone, ma non mancano parate preziose. Salva il Napoli con un allungo decisivo con il quale, da terra, ha deviato il pallone allontanandolo dalla zona calda in un affondo molto pericoloso nei minuti finali.

Di Lorenzo: 7. Straordinario in contenimento con alcuni salvataggi da copertina e prezioso come appoggio in manovra in uscita dalle retrovie. Abile anche nelle palle alte. Un vero e proprio leone. Se non si vede molto in avanscoperta non è certo colpa sua.

Rrahmani: 6. Serata difficile per uno dei pilastri della difesa che vacilla in un paio di circostanze con gli attaccanti del Barcellona che graziano Meret. Soffre nell’uno contro uno, ma tutto sommato tiene alto il vessillo azzurro in combinato disposto con i compagni di reparto.

Koulibaly: 7. Un mastino assetato di battaglia. Quando i padroni di casa provano l’assalto, lui si esalta ed è l’ultimo ad arrendersi. Nel gioco aereo e dai duelli esce quasi sempre vittorioso. De Jong ne sa qualcosa.

Juan Jesus: 5,5. Contiene bene Adama Traorè nel primo tempo, poi si sgretola sotto i colpi di Dembelè. Il rigore è generoso (e figlio di un regolamento assurdo), ma è lui a toccare con i polpastrelli il pallone causando il rigore del pareggio.

Fabian Ruiz: 6,5. La sua prova sintetizza al meglio quella complessiva del Napoli. Primo tempo fatto di gestione, geometrie e idee di grande livello, secondo tra martelli e incudini con l’elmetto in testa. Ma non si sottrae alla lotta e tra crampi e testa sanguinante al 94’, fa sentire il suo ardore agli avversari.

Anguissa: 6. Al pronti via si rivede il calciatore sfrontato e baldanzoso con il pallone tra i piedi. E i risultati si vedono. Nella ripresa si abbassa come tutto il Napoli: perde smalto, ritmo, lucidità e sicurezza. Dall'84' Malcuit: sv.

Elmas: 6-. Se strappa una risicata sufficienza è per la giocata in area con la quale disorienta l’avversario prima di servire a Zielinski il pallone del vantaggio. A tratti utile in manovra, ma quando c’è da lottare e rincorrere non lascia il segno. Soprattutto non trova mai una linea di comunicazione con Osimhen. Dall'84' Mario Rui: sv.

Zielinski: 7. Sulla trequarti è l’unico a fornire ad Osimhen palloni giocabili e a cucire i reparti. Poi trova pure il pesantissimo gol del vantaggio che è un misto di forza, tecnica e caparbietà: delizioso. Esaurisce le batterie sotto la pressione costante del Barcellona. Dall'80' Demme: sv.

Insigne: 5,5. Dà una grossa mano a Juan Jesus nel mettere la museruola ad Adama Traoré. Si sacrifica per il bene comune, certo, ma in fase offensiva è assente ingiustificato. Mai un’invenzione o una giocata per aprire varchi ad Osimhen. Alcune giocate, poi, sono irritanti. Dal 71' Ounas: 5,5. Sulla falsariga di Insigne, ma con due differenze: copre meno del capitano e Juan Jesus va in affanno su Dembelè, e in attacco la squadra accompagna poco per supportare le sue serpentine.

Osimhen: 6-. Prova a sfondare con velocità e voglia di spaccare il mondo, ma proprio per questo perde lucidità tra fuorigioco (solita linea alta del Barcellona), lettura dei movimenti dei compagni – che a dire il vero poco lo aiutano - e freddezza sotto porta. Dall'80' Mertens: sv. Prova a fare da solo il pressing sui primi portatori di palla, ma serve a poco e non è colpa sua. Ha sui piedi un buon pallone per far male agli avversari: una telefonata al portiere.

Spalletti: 6. Una media tra il 7 del primo tempo in cui il Napoli ha fatto tremare il Barcellona, in trasferta, e il 5 della ripresa tra crollo fisico, atteggiamento fin troppo attendista e cambi ancora una volta discutibili. Per certi aspetti si è rivista la sfida con l’Inter, sfortuna compresa: rigore molto generoso ai catalani. L'ennesimo risentimento muscolare, questa volta di Anguissa, è un vero e proprio allarme. Si torna in campo lunedì alle 19 contro il Cagliari. 


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Luca Cirillo
Giornalista dal 2010, ha lavorato per Il Roma. Da vicedirettore ed inviato di giornali online, ha seguito il Napoli in giro per l'Europa. È autore e conduttore di programmi su Radio Amore e collabora con alcune riviste.
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