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Auriemma: "Mi chiedo quando, ma soprattutto se..."


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Pubblicato nella sezione Rassegna stampa
Auriemma: Mi chiedo quando, ma soprattutto se...

"Magari anche presto, alla luce dell'impegno che il tecnico spagnolo profonde quotidianamente nella cura dei particolari per eliminare i difetti".


La domanda molto diffusa tra quelli più attenti è "quando", ma soprattutto "se". Quando il Napoli riuscirà a digerire il sistema Rafa Benitez, tanto da diventare una squadra di quelle che finalmente vincono divertendo? Magari anche presto, alla luce dell'impegno che il tecnico spagnolo profonde quotidianamente nella cura dei particolari per eliminare i difetti che ancora costringono una squadra altamente competitiva a registrare qualche battuta d'arresto. Dopo 14 turni di campionato, 5 partite di Champions ed altrettante amichevoli internazionali, ecco che spunta il famigerato "se" il Napoli riuscirà ad essere tatticamente perfetto come Benitez vorrebbe. Il dubbio avanza, anche alla luce dell'ultima sfida, quella di lunedì a Roma. Sì, perchè all'occhio attento di quelli che osservano oltre le vittorie, si ha la sensazione che non tutti i calciatori utilizzati di frequente abbiano nelle loro corde la capacità di essere adatti ad un modulo un po' troppo spregiudicato. Quando il Napoli ha la palla tra i piedi è davvero un piacere vedere quel movimento accecante e rutilante come il tramonto di fuoco a ferragosto. Il problema nasce quando, invece, il pallone ce l'hanno gli avversari, soprattutto nelle ripartenze e che si esaltano negli spazi clamorosamente concessi. Ci fosse maggiore collaborazione e affiatamento tra i due centrocampisti ed i quattro difensori, allora è probabile che tante occasioni calerebbero di botto. Ma non si può dare colpa a Inler o Britos, Maggio o Armero, se fino a ieri l'altro avevano inserito nel loro data base un concetto di calcio diverso, per non dire in antitesi con quello attuale. E'ovvio che i calciatori molto bravi siano quelli che sanno essere poliedrici, calandosi in un nuovo sistema o modulo di gioco con la stessa agilità con cui cambiano casacca e contratti. Però, quando si arriva alla soglia o si superano i 30 anni, questa elasticità mentale diventa meno spiccata. E' umano, è comprensibile che sia necessario attendere un tempo maggiore, oppure bisogna virare di netto ed ingaggiare calciatori che hanno una storia tattica completamente diversa e che conoscano a menadito il dogma di Benitez. Quest'ultima soluzione, per adesso, è impraticabile: il mercato riapre solo tra un mese. E allora, come fare? Il Napoli sta per vivere i 10 giorni più delicati della stagione, con tre partite che decideranno la sorte in Champions e in campionato e con effetti diretti anche sulle contrattazioni di gennaio. Perchè rischiare? A chi giova sacrificare qualche risultato importante sull'altare del bel gioco a tutti i costi? Fino a quando il Napoli non avrà un centrocampista dinamico, aggressivo e dal piede educato, diventerà complicato evitare alle formazioni avversarie di avventarsi con ferocia nell'area di rigore del "povero" Reina. Fino a quando il compassato Armero sarà costretto a soffrire le pene dell'inferno per marcare lo sgusciante Candreva, ci sarà sempre un'insidia di troppo per la retroguardia azzurra. E fino a quando un altro centrale difensivo del livello di Albiol non vestirà la maglia del Napoli, sarà sempre doveroso e comprensibile chiedersi "se" sia il caso di avere lo stesso atteggiamento tattico contro il Borussia a Dortmund o col Bologna al San Paolo.

Raffaele Auriemma per il "Corriere del Mezzogiorno"


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