Ancelotti, da Udine la conferma definitiva sul futuro di Insigne: ecco cosa c'è dietro il cambio

L'edizione odierna del Roma ha fatto il punto sul momento negativo del talento di Frattamaggiore Lorenzo Insigne.
Il punto di non ritorno per Insigne ha un riferimento temporale preciso: cinque novembre. Il ritiro ordinato e saltato per volontà del cosiddetto gruppo dei rivoltosi, del quale avrebbe fatto parte proprio lo stesso Insigne. Come riporta l'edizione odierna del Roma, da quel momento il blackout, la frustrazione dipinta sul volto dei leader, quasi rassegnati all’andazzo generale, prima di fare le valigie per trovare nuove motivazioni altrove. La storia non è stata ancora scritta ma pare piuttosto evidente, pur non facendo ricorso a straordinarie doti di veggenza. Tra questi, con ogni probabilità, anche il capitano, pronto a dire addio dopo otto anni partenopei.
La conferma pressoché definitiva è arrivata da Udine. Quello operato da Ancelotti non è stato un semplice cambio, una sostituzione innocente, ma piuttosto un timbro sulla separazione che presto si consumerà. Il rapporto è logoro e i quarantacinque minuti di sabato lo gridano a voce alta. Raramente si è visto un Insigne così apatico, indolente, completamente assente sotto il profilo mentale prima ancora che tecnico, incapace di incidere. Un primo tempo, il suo, che è stato lo specchio fedele di ciò che è il Napoli adesso, un insieme di calciatori e non una squadra in senso assoluto.







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