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Ammutinamento Napoli: ecco i ribelli, i mediatori, i pacifisti e i dissidenti. Svelati tutti i nomi

L'edizione odierna del Corriere del Mezzogiorno, nello spazio riservato al calcio, dedica particolare attenzione all'ammutinamento del Napoli nel post match col Salisburgo.


RedazioneRedazioneTestata giornalistica

04/12/2019 08:12 - Rassegna stampa
Ammutinamento Napoli: ecco i ribelli, i mediatori, i pacifisti e i dissidenti. Svelati tutti i nomi
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I rapporti tra i calciatori e la società, dopo la gara contro il Salisburgo, nonostante l'incontro dei giorni scorsi, restano comunq tesi. I cinque ribelli, come sottolinea l'edizione odierna del Corriere del Mezzogiorno, sono stati individuati nei senatori. I giocatori che hanno avuto maggiore voce in capitolo, anche e soprattutto, per l’anzianità. Insigne e Allan hanno ricevuto la multa più alta, il primo per l’atteggiamento non consono nello spogliatoio la notte del 5 novembre, mentre Allan (il secondo) era finito quasi alle mani con il vicepresidente del club. Callejon e Mertens furono addirittura i primi a lasciare lo stadio, avendo evidentemente deciso il «no» al ritiro.

Insigne è il capitano dal quale ci si sarebbe aspettato un atteggiamento più conciliante, Mertens e Callejon sono giocatori in scadenza di contratto ai quali De Laurentiis non ha ancora proposto il rinnovo e che hanno più di un motivo di frizione con il club. Koulibaly il gigante buono che quest’anno ha puntato anche lui i piedi, probabilmente seccato da un mercato (quello estivo) in cui avrebbe scelto un club europeo più prestigioso. Tutti pentiti dell’ammutinamento, ma sempre loro quelli che anche lunedì ritenevano inutile la clausura imposta da Ancelotti, ravvisando peraltro una contraddizione con quanto dichiarato dallo stesso allenatore un mese fa: sono contrario ai ritiri. I ribelli sono quelli che però fronteggiano presidente e allenatore e seppur in maniera vivace si confrontano.


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Ci sono poi i dissidenti. Ghoulam, Milik, Mario Rui e Hysaj. Il primo reduce da un doppio infortunio è finito fuori dai radar dell’allenatore. Non dà garanzie in allenamento e dunque non gioca; Milik pure rientrato da un infortunio e perfettamente guarito non si sente ancora pronto. Mario Rui, ancora dolore ai flessori, dopo la straordinaria gara a Liverpool: con il Bologna non convocato. E Hysaj, il terzino albanese che doveva andar via, ma poi è rimasto: vorrebbe giocare ma resta in panchina: è questo il gruppo del silenzio. Resta a guardare ma non si esprime più di tanto.

Non manca l’anima mediatrice, la più saggia. Giocatori di esperienza come Llorente e Karnezis, con la «fame» di Manolas e Maksimovic e la serenità di Fabian e Zielinski: gruppo non convinto dell’ammutinamento (lo ha accettato comunque) e che lunedì era favorevole al ritiro. Infine, non per importanza, il nuovo corso. Ragazzi giovani e di belle speranze, arrivati da poco, sui quali il Napoli punterà sicuramente per la prossima stagione. I pacifisti Meret, Di Lorenzo, Lozano, Luperto e Gaetano. Ai quali si è unito Ospina, portiere di lungo corso che due giorni fa ha dato la carica: "Dobbiamo rialzarci, dobbiamo farlo tutti per questa gente meravigliosa che vive per il calcio e he sta male quando perdiamo".


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