SpallettItalia o Italietti? C'è solo un "però" per chiudere il cerchio
Inizia l'avventura di Luciano Spalletti alla guida della nazionale italiana, tuttavia c'è un piccolo aspetto da risolvere con il Napoli.

Luciano Spalletti merita di allenare la nazionale italiana per il semplice fatto che oggi è il miglior allenatore del nostro paese e lo ha ampiamente dimostrato. Dunque, SpallettItalia sia. Chi siamo noi per dire che ha sbagliato ad accettare la proposta? Queste occasioni sono i treni attesi una vita per chi fa questo mestiere e solo un folle o un ragazzo di campagna, ma alla Renato Pozzetto, si sarebbe seduto con gli amici per guardarlo passare divertito. Ha detto che aveva bisogno di riposo: su questo nessun dubbio. Ha chiesto l'anno sabbatico a De Laurentiis: lo sa bene e ha giocato in maniera poco carina con la dialettica attaccando i giornalisti, colpevoli a suo dire di aver parlato loro di "anno sabbatico". Questo non si fa. Ha convinto, e un po' commosso, tutti dicendo che voleva "allenare" sua figlia Matilde. Con questa nuova avventura professionale può fare entrambe le cose perché la sera potrà tornare a casa dalla famiglia molto spesso (Coverciano è a due passi).
Un peró, peró, c'è. Pagasse - lui, come da clausola, non la Figc - la penale al Napoli evitando pagliacciate e tribunali. Sarebbe un epilogo squallido e indegno della leggenda appena scritta. Pagare la clausola è un modo per rispettare i tifosi partenopei che tanto lo amano e per dimostare che lui non si comporta come uno dei tanti figli di italietta. Del resto anche i sogni possono avere un costo. Che saranno mai 2.7 milioni per lui?
Ci sta che ha cambiato idea, ci sta pure aver mentito per mascherare i dissapori con De Laurentiis. E ci sta anche la voglia di lasciare da vincente (serviva coraggio per restare), ma ora chiuda la vicenda da uomo forte dal destino forte. Anche perché darebbe un segnale straordinario all'intero paese e un senso a quel tatuaggio sul braccio. Gli sarò sempre riconoscente per il capolavoro realizzato a Napoli e gli auguro di risollevare le sorti calcistiche della nostra disastrata nazione, consapevole che alle sue spalle ci sarà una Figc patetica e incapace, e davanti a sé una squadra piuttosto mediocre e tutta da ricostruire in un paese in cui i calciatori Italiani titolari nelle varie squadre di Serie A sono sempre meno e che il Napoli campione d'Italia ha giusto Meret (vice Donnarumma), Di Lorenzo, Politano e Raspadori (gli ultimi due nemmeno titolari nel Napoli). In bocca al lupo al mister, dunque, con la speranza che possa lavorare pure per educare/allenare i tifosi italiani ad una nuova cultura all'insegna del rispetto, della lealtà e della sportività per cancellare gradualmente il latente razzismo soprattutto nei confronti dei napoletani (e lui lo sa bene per esperienza diretta).
Ps: se Spalletti versasse al Napoli i 2.7 milioni, De Laurentiis avrebbe l'"obbligo" morale di utilizzarli per qualche opera importante in città, così si chiuderebbe un altro cerchio. Anche perché Don Aurelio ha detto che quella cifra, per lui e per il club, sono poca roba.








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